“Come espresso dal commissario straordinario del Crea in audizione in commissione Agricoltura, il nuovo piano della ricerca e sperimentazione individua obiettivi strategici, da perseguire attraverso lo sviluppo di specifiche linee di ricerca per il prossimo triennio da parte dei ricercatori. In particolare si vuole aumentare la competitività internazionale e nazionale delle imprese agricole, agroalimentari e agroindustriali italiane, migliorare la sicurezza, la qualità, la sostenibilità, diffondere un sistema della conoscenza del comparto e del “made in Italy” attraverso una comunicazione scientifica, tecnica e divulgativa adeguata”. Lo dichiara la senatrice del Pd Donatella Albano illustrando la sua relazione in commissione sullo schema di decreto ministeriale dedicato al piano triennale per il rilancio e la razionalizzazione delle attività di ricerca e sperimentazione in agricoltura del CREA.
“Inoltre verrà adottato il modello del programma Horizon 2020 al fine di competere maggiormente nella ricerca a livello internazionale – prosegue – mentre la collaborazione con altri Enti di ricerca, le Università, le aziende e gli enti territoriali verrà intensificata. In particolare il focus del piano della ricerca sarà su una forte riduzione dell’utilizzo di agro farmaci e di antibiotici, anche attraverso lo studio e lo sviluppo di varietà resistenti, di strumenti di diagnosi e di controllo precisi, strategie di controllo integrato, nonchè sul contrasto alla diffusione di organismi patogeni, parassitari e comunque dannosi per le colture. Solo a titolo di esempio ricordo quanto accaduto recentemente con la diffusione della Xylella, della muffa grigia della vite, del cinipide del castagno, della vespa velutina, del punteruolo rosso e dell’aethina tumida. Infine – conclude Albano – nella relazione ho chiesto che vengano favorite le partnership tra laboratori ed Enti di ricerca di altri Stati Membri, in particolare con i Paesi confinanti per fine di scambiare dati, conoscenze e tecniche per sviluppare metodi maggiormente efficaci nelle aree geograficamente, ambientalmente e colturalmente affini, le emergenze fitosanitarie, come sappiamo, non riconoscono alcun confine politico”.


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