Un’operazione di polizia ha sgominato una vasta rete di sfruttamento dei lavoratori in nero in provincia di Latina che ha portato all’arresto di 6 persone (tutti italiani, tra i quali due donne, un sindacalista e un ispettore del lavoro), 50 gli indagati.

Al centro dell’organizzazione una cooperativa di copertura che in realtà era una centrale di smistamento e sfruttamento di oltre 400 lavoratori agricoli, principalmente nordafricani e rumeni.


Le indagini e gli arresti sono stati eseguiti sulla base della legge sul caporalato approvata nella scorsa legislatura ed hanno permesso anche il sequestro di decine di automezzi, beni e case degli arrestati per un valore di circa 4 milioni, illecitamente guadagnati sulle spalle dei braccianti stranieri.

L’organizzazione forniva manodopera a basso costo a centinaia di aziende principalmente della provincia di Latina, ma anche di Roma, Frosinone e Viterbo.
I reati contestati dalla procura di Latina agli indagati vanno dall’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro all’estorsione, dal riciclaggio a reati tributari.

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