Al Senato il voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro degli Interni, Matteo Salvini, sul caso della nave della Guardia costiera Gregoretti per il quale è accusato di sequestro di persona aggravato per aver impedito per più di tre giorni lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale.
Salvini non agì per ragion di Stato ma per una ben più bassa ragion di partito, visto che è allergico allo Stato di diritto. E non c’è alcuna ragione per cui il corso della Giustizia debba essere bloccato. Il senatore Salvini dovrebbe sentirsi contento di essere trattato come un qualsiasi cittadino invece di tirarci tossine politiche. Noi crediamo che si sia computo un eccesso e un abuso e non vediamo nessuna ragione nel merito perchè questo procedimento non debba andare avanti”. Così Dario Parrini nell’intervento in aula.
Penso sia utile ricordare che in occasione del voto della Giunta per le immunità del Senato, lo stesso Salvini ha chiesto ai suoi di votare a favore dell’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Strumentalizzando politicamente una vicenda che avrebbe dovuto essere gestita fin dall’inizio in ben altro modo e non, come anche in quel caso, facendo sicuramente prevalere sull’interesse generale, come è dovere di chi ricopre un incarico nelle istituzioni, quello propagandistico e di parte”, ha aggiunto Valeria Fedeli.

Rossomando: Difesa confini è fake-news Salvini
Parrini: Ci furono abusi, Salvini agì per ragioni di partito
Fedeli: Dare sentenze non è compito Aula, Unico faro la Costituzione