Ricordare Falcone oggi significa sapere che le mafie sono certo cambiate, che la loro pericolosità per la nostra democrazia e la nostra convivenza è sempre enorme e che combatterle deve essere una priorità per le istituzioni. Oggi la criminalità organizzata, a partire dalla ‘ndrangheta, non ha più il volto violento e stragista di allora: ha scelto di limitare l’uso della violenza, di non suscitare allarme sociale e di penetrare l’economia legale, investendo lì i proventi illeciti delle attività illegali, ha messo giacca e cravatta e preferisce acquisire le aziende, presentandosi, soprattutto nei momenti di difficoltà economica, come fornitrice di credito e di servizi per le imprese. Ma sono gli stessi, con gli stessi metodi di sempre, l’intimidazione e la prevaricazione come identità e una struttura gerarchica fondata sull’omertà e la violenza. E con lo stesso carattere eversivo di sempre: se prima il sangue e le stragi erano lo strumento per cercare di piegare lo Stato, oggi è il tentativo di penetrare l’economia legale, di inquinare il mercato e la libertà economica con miliardi di soldi sporchi, a rappresentare un pericolo, persino più insidioso, perché non percepito dall’opinione pubblica, per la nostra democrazia e la nostra convivenza“. Lo scrive Franco Mirabelli su immagina.eu.

Mirabelli: Il sacrificio di Falcone e la difesa della democrazia dalla minaccia mafiosa