Il 21 maggio scade la convenzione con Radio Radicale per la trasmissione delle attività istituzionali e il governo, per bocca del sottosegretario Crimi, ha fatto sapere che non vi sarà alcun rinnovo. Viene così cancellato un servizio di trasparenza e uno spazio di libera informazione.

Il gruppo del Pd del Senato ha avviato una mobilitazione tra tutte le forze politiche affinchè non venga spenta una voce che ha contribuito alla storia della democrazia parlamentare italiana.

Intanto La radio viene colpita da un grave lutto: scompare Massimo Bordin, ex direttore e voce storica.

Marcucci: Chiedo a Casellati di calendarizzare mozioni per Radio radicale
Verducci: Governo è un pericolo per la libertà d'informazione
Margiotta: Da M5S trattamento indegno a Radio Radicale
Fedeli: Governo non permetta tagli alla democrazia
Iori: Spegnerla significa spegnere un pezzo di Paese
Rampi: Crimi ha bisogno di aiuto
Verducci: Da Governo attacco sistematico a libera informazione
Marcucci: Bordin modello di grande giornalismo
D'Alfonso: Non consentiremo che la voce di Bordin si spenga
Cirinnà: Da Crimi parole ipocrite e indecenti a famiglia Bordin