Il decretone che contiene il reddito di cittadinanza e Quota 100 per le pensioni è stato approvato dal Consiglio dei ministri ed è evidente che si tratta di misure che non corrispondono a quanto annunciato che metteranno pericolosamente a rischio i conti pubblici e il futuro degli italiani.

Il reddito di cittadinanza, infatti, dovrebbe infatti andare a 1,3 milioni di persone (inizialmente erano 1,7, ma secondo l’Istat chi si trova in condizioni di povertà sono 5 milioni). Non saranno 780 euro a persona, ma un’integrazione al reddito in modo da raggiungere complessivamente 780 euro. L’importo massimo arriva fino a 500 euro, poi a questa cifra si somma un importo di 280 euro se si è titolari di un contratto di affitto o 150 se si vive in una casa di cui si sta pagando un mutuo. Solo in questo modo l’importo massimo totale può raggiungere i 780 euro. Occorre inoltre avere un ISEE inferiore a 9.360 euro annui; patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui; patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può arrivare fino a 20.000 per le famiglie con persone disabili.
Il reddito di cittadinanza è una patacca, che avrà una platea di utilizzatori limitata, ma che sarà pagato da tutti gli italiani con l’aumento delle tasse e dell’Iva”, commenta Andrea Marcucci, presidente dei senatori Pd. 

Con Quota 100 si prevede, invece, almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi per andare in pensione con un abbassamento del requisito contributivo attualmente in vigore dal primo gennaio, ripristinandolo a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. una misura che però pesa sulle tasche di chi la sceglie con un decurtamento della pensione dal 5 al 35%.

Chi va in pensione con Quota 100 non può poi, fino al raggiungimento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia, cumulare altri redditi, fatti salvi redditi da lavoro occasionale fino a 5 mila euro massimo.

“E’ misura ingiusta con cui alcuni milioni di giovani pagheranno le spese di un beneficio elargito indiscriminatamente a poche centinaia di migliaia di ultra62enni a prescindere dalle loro condizioni di bisogno personali e familiari”, spiega Dario Parrini.

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