La Corte costituzionale ha bocciato la richiesta di referendum sulla legge elettorale, promosso da otto regioni guidate dal centrodestra, giudicando il quesito come “manipolativo”.

Il castello di sabbia costruito da Salvini sulla legge elettorale, è venuto giù con la sentenza della Consulta. Ora la maggioranza vada spedita verso l’approvazione della proposta depositata alla Camera”, hanno dichiarato Andrea Marcucci ed il capogruppo dem in commissione Affari Costituzionali Dario Parrini.

La Consulta chiude definitivamente il vano tentativo di Salvini di scrivere le regole della democrazia fuori dalle aule parlamentari. Ora proseguiamo sulla strada intrapresa con la proposta di legge Brescia, che è stata incardinata qualche giorno fa alla Camera e che rappresenta un buon punto di sintesi della maggioranza”, ha commentato Simona Malpezzi, Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento.

Prosegue intanto l’iter del testo messo a punto dalla maggioranza che è stato considerato ”un buon compromesso per una legge accettabile, su cui è d’accordo anche Zingaretti. La soglia del 5% semplifica molto il quadro parlamentare, riducendo il numero dei partiti presenti“, come ha commentato Andrea Marcucci.

È un sistema che garantisce equilibrio nella rappresentanza e che riducendo fortemente la frammentazione del Parlamento favorisce la governabilità e la stabilità. E positivo è anche il giudizio di altri tre gruppi della maggioranza: M5S, Iv e Autonomie. In Leu c’è tuttora un dibattito, che rispettiamo.  Confidiamo che le riserve di chi tra di loro è perplesso possano venire meno nel corso dell’esame del provvedimento alle Camere. Ritengo molto importante che si siano rispettati, su questa materia, gli impegni presi alla nascita dell’attuale governo. Sia nei tempi che nel merito”, ha aggiunto Dario Parrini, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali.

 

Marcucci: Testo Brescia buon compromesso
Parrini: Buona la proposta sul proporzionale