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Dobbiamo essere credibili, rigorosi nel capire i nostri errori. Il Pd deve litigare di meno e riconquistare il suo popolo scendendo nelle piazze e parlando coi disoccupati, andando nelle fabbriche. C’è una grande questione sociale. Al Sud 1 milione di famiglie è in stato di povertà. A Milano 25mila bambini vivono di quello che raccolgono nei cassonetti dell’immondizia. Di questo ci dobbiamo occupare, non di chi farà il segretario”, lo afferma il senatore Gianni Pittella, capogruppo in Commissione Politiche dell’UE al Senato della Repubblica nel corso della presentazione in sala Nassirya al Senato del suo ultimo libro, “Il piu’ bello dei mari è quello che non navigammo. Per una politica autentica e appassionata”,edito da Rubbettino
Alla presentazione, moderata da Mario De Pizzo del Tg1, sono intervenuti l’ex ministro Anna Finocchiaro, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e il capogruppo del Partito Democratico al Senato Andrea Marcucci.

“E’ il libro di un socialista, di un meridionalista, di un europeista. Una sintesi straordinaria, è un libro che ha uno strettissimo riferimento alla attività istituzionale, seppure tante pagine sono dedicate alla politica e mi riconosco molto nella esperienza comune del politico meridionale e della militanza politica, dell’importanza del territorio”, sottolinea Finocchiaro aggiungendo che: il lavoro nell’istituzione europea è strattamente connesso con l’esistenza anche dell’ultima provincia del Mezzegiorno. E questo spiega la grande fatica del lavoro fatto Pittella. Poi l’autocritica: “Non siamo riusciti a capire la disperazione e la necessità di interventi qui, ora, subito. Un atteggiamento colpevole nei confronti dell’intera comunità nazionale ma ancora più colpevole nei confronti del mezzogiorno”. Inoltre, “Non siamo stati capaci di dare al Sud le classi dirigenti che meritavano. Sia che fossimo al governo o all’opposizione, non siano stati capaci di incalzare sulla qualità delle classi dirigenti”.

Marcucci rimarca le sottovalutazioni durante la campagna elettorale. “Pensiamo alle elezioni del 4 marzo e ai nostri 100 punti. Noi candidati abbiamo faticato a leggerli. Era impossibile che gli elettori lo facessero e comprendessero. C’è stata una lontananza che ci ha portato a perdere i meccanismi di comunicazione. Abbiamo sbagliato anche nel comunicare la crisi. Eravamo molto concentrati, in buona fede, a risolverla. Ma non siamo stati capaci di comunicare cosa stavamo facendo. Lo stesso vale quando abbiamo dato per risolto il problema che era oggetto di un provvedimento di governo. C’è stato un progressivo allontanamento che abbiamo pagato e stiamo pagando in termini elettorali”.

Per Giovanni Legnini, Vice Presidente del Csm, la storia di Pittella familiare e politica è straordinaria e unica, anche sotto il profilo della esperienza istituzionale e uno dei fili conduttori di questa narrazione racconta anche il senso delle istituzioni che è un patrimonio che ci appartiene”. Legnini si sofferma anche sulla strutturale mancanza di risposte da parte delle istituzioni ai problemi dei cittadini. “Ma il Sud oggi, ancora più che in passato costituisce la leva per poter invertire la tendenza”

Pittella: Ue e Italia ripartano mettendo al centro la questione sociale