Approvato il decreto che istituisce due nuovi Ministeri autonomi, quello dell’istruzione e quello dell’Università e della ricerca.
Non è un accorgimento tecnico: dentro l’unica, grande, strategica battaglia per mettere la conoscenza al centro, viene riconosciuta la specificità, la peculiarità, di ciascuna materia, con tutte le energie, le risorse, il peso specifico che ciascuna materia merita, evitando che l’una, in particolare la scuola, possa sovrastare e fagocitare le altre“, spiega Francesco Verducci, vicepresidente della commissione Istruzione.
Siamo un Paese che, di fronte a un dramma come quello che stiamo vivendo, deve ringraziare – e lo hanno fatto in molti – i tanti ricercatori e i tanti scienziati che ci hanno dedicato la loro intelligenza. Stiamo costruendo le condizioni perché tra dieci, quindici o vent’anni quelle intelligenze e quelle competenze ci siano ancora? Stiamo andando ad incentivarle, a crescere, o stiamo andando a scendere? Questo è uno dei problemi che abbiamo oggettivamente davanti ed è il motivo per cui abbiamo deciso di avere più energie e risorse in questo campo”, così Roberto Rampi, intervenendo in dichiarazione di voto.

Rampi: Il grande male dell'Italia è l'emergenza culturale
Verducci: Scelta giusta, necessario investire su università e reclutamento ricercatori
Fedeli: Sì ad autonomia comparti ma assicurare coordinamento tra politiche ministeri