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Commissione 08 - Lavori pubblici - Intervista
21 aprile 2009

Banda larga

Vimercati: Il matrimonio con la grande rete

Tra un anno gli europei passeranno più tempo sul web che davanti a una tv. Ma i due media possono convivere

Nel 2010, tra un anno non tra venti, l`utilizzo di Internet supererà in Europa quello della Tv. Un recente rapporto di Microsoft ("Europe logs on: Internet
trends of today & tomorrow») stima che ciascun europeo starà sul web nel 2010 una media di 14,2 ore la settimana rispetto alle 11,5 ore della televisione. É il sorpasso da
tempo previsto. Il computer sarà il mezzo con cui si fruiranno sempre di più sia i contenuti a banda larga,
sia le trasmissioni tv. Per i giovani tra i 18 e i 24 anni lo schermo del pc è già oggi molto spesso l`unico schermo
televisivo. E i giovani hanno il vizio di crescere in fretta. Quindi, se queste sono le tendenze, la prima
domanda a cui deve rispondere il nostro dibattito sul futuro della Rai è come ripensare e rilanciare la tv pubblica nell`era di Internet. E una criticità o una opportunità? Personalmente credo che sia una grande opportunità, ma certo sarà la fine della Rai come la concepiamo adesso con tre reti e con qualche limitata novità che si affaccia sul digitale terrestre. Questa è la sfida da vincere per il futuro dell`azienda di Viale Mazzini.
Certo questo cambiamento epocale cozza in Italia con l`arretratezza del rapporto tra gli italiani e il
web. Siamo al di sotto della media europea per gli accessi alla larga banda e quasi una famiglia su due
non ha in casa un computer. Ma la tendenza è segnata. Anche se da noi il Governo fa pochino e il Piano Caio
per la diffusione della banda larga è già sepolto in qualche cassetto ministeriale . Colpa grave se pensiamo
che tutti i governi del pianeta guardano agli investimenti in banda larga come parte delle misure anticicliche
per uscire al più presto dalla crisi economica. Ma su questa strada l`Italia dovrà muoversi in fretta. Come Pd stiamo lavorando per una forte modernizzazione e innovazione del sistema delle comunicazioni del Paese (vedi la proposta di legge Vita/Vimercati sulla neutralità
delle rete reperibile su http://unaleggeperlarete.word-
press.com).
L`enfasi posta sulla rete non deve tuttavia farci dimenticare l`altra metà del cielo, quella formata dal pubblico più anziano o più povero di risorse economiche e culturali, quella che non ha in casa neppure il pc. Con ogni probabilità costoro vedranno la tv solo attraverso il digitale terrestre che sostituirà entro il 2012 la vecchia tv analogica. Nuova tecnologia, ma vecchia politica.
La decisione dell`Autorità per le Comunicazioni di ripartire le frequenze del dividendo digitale tra i
soliti noti, preserva nei fatti il vecchio duopolio Rai/Mediaset e segna negativamente il futuro del sistema, che sarà meno libero e pluralista di quanto le tecnologie consentirebbero.
Per questa metà del cielo, non toccata dal mondo nuovo della rete, il servizio pubblico sarà ancora più importante, probabilmente l`unica fonte di contenuti di qualità e di informazione plurale. Escludendo
un aumento del canone, il problema sarà come finanziarlo.
La lotta all`evasione, che oggi raggiunge almeno il 25% degli utenti, dovrà avere priorità assoluta, magari
abbinando canone e utenze domestiche. Mi sembra invece
una scorciatoia pericolosa quella di rinunciare al contributo della pubblicità, vedendo in essa la responsabile unica della bassa qualità dei programmi.
Mi fermo qui. Con una proposta. Apriamo come Pd una discussione pubblica nazionale sul futuro della Rai ed elaboriamo una nostra politica di respiro che non si
limiti al controllo del minutaggio dei tg o al sottobosco delle nomine dei dirigenti. Ne va della nostra democrazia.


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internet   rete   web   banda larga   rai   tv  
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