
"Una volta imprigionati nel criterio della nomina alla unanimità, scelto in via preventiva da tutti i capi di governo, era inevitabile il rischio di un irrigidimento britannico dopo il no alla proposta di Blair presidente. La proposta del gruppo socialista su D’Alema ovviamente non poteva prevedere un irrigidimento del governo del Regno Unito fino al punto di far saltare l’accordo sul voto all’unanimità". Lo afferma il sen. Antonello Cabras, vicepresidente della commissioni Esteri.
"Queste - aggiunge - sono in definitiva la ragioni che hanno portato i capi di governo alle scelte fatte; sicuramente opinabili, ma orientate ad evitare un voto contrario, che forse non sarebbe stato l’unico, sulle decisione finale. Tutte le altre ricostruzioni sono come al solito piegate a fini interni e non mettono a fuoco la complessità europea, in particolare nella prima fase di avvio del nuovo trattato".
"In questa fase - conclude Cabras - gli Stati vengono prima delle famiglie politiche. Non è ciò che in molti desideriamo e auspichiamo, tuttavia l’Europa deve continuare ad essere la nostra frontiera anche quando i passi in avanti sono piccolissimi come in questo caso. Il prestigio di Massimo D’Alema resta immutato, e sono convinto che il Governo italiano nei limiti del contesto delineatosi lo abbia lealmente sostenuto".