
"Non condivido affatto il modo in cui il presidente Schifani ha gestito i lavori dell'Aula di Palazzo Madama su un provvedimento tanto delicato e importante. Un provvedimento per il quale, se diverrà legge, piangeranno molti italiani, molte vittime. Moltissimi cittadini che aspettano il risarcimento dei danni subiti perché i processi verranno interrotti da una legge approvata per motivi ben diversi da quelli che la maggioranza sbandiera da settimane". Così il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda interviene in Senato nel corso della discussione sul processo breve.
"Schifani - continua Zanda - ha avuto per tutto il tempo un atteggiamento negativo nei confronti dell'opposizione. Proprio in relazione alla finalità del provvedimento che, come tutti sanno, mira a salvare il presidente Berlusconi dai suoi problemi con la giustizia, Schifani avrebbe dovuto avere molta prudenza e non l'ha avuta. La sua gestione dei lavori non ci ha convinto per niente. Non ci ha convinto - spiega Zanda - quando ha deciso che la commissione giustizia avrebbe potuto esaminare il provvedimento ma senza potersi esprimere su di esso. Non ci ha convinto quando ha minacciato di togliere la parola ai senatori dell'opposizione sulla base del contenuto delle loro dichiarazioni. Non ci ha convinto quando ha dichiarato inammissibile alcuni degli emendamenti dell'opposizione. Non ci ha convinto - conclude Zanda - quando ha dichiarato ammissibile un emendamento che non lo era al solo fine di tutelare al meglio un provvedimento cucito addosso al premier".