
Una maggioranza senza vergogna, è l`interesse privato del Capo del governo la vera priorità del centrodestra...»
Presidente Finocchiaro, con il processo breve siamo al diciannovesimo provvedimento ad personam in ordine di tempo.... «Una sequela ininterrotta che si è perpetuata da un governo Berlusconi all`altro per diverse legislature.
Quella attuale è un`operazione a tenaglia: si parte con il processo breve, nel frattempo - alla Camera - si discute il legittimo impedimento, contemporaneamente hanno tentato un decreto legge per ottenere una norma da utilizzare subito nei processi di Milano e, dall`altra parte, si minaccia il Lodo Alfano costituzionalizzato. Tutto questo
mentre il Paese attraversa una crisi difficilissima che investe le famiglie, in particolare quelle del
Mezzogiorno»
Il Parlamento "occupato" dai problemi privati dei premier, quindi. Come se ne esce? Il Parlamento usato. Con conseguente spreco di tempo e di risorse pubbliche. Il potere legislativo utilizzato
per un unico ossessivo scopo: quello di salvare il premier dai processi che lo riguardano».
Per il senatore Gasparri il processo breve serve a dare giustizia al Paese... «Questo provvedimento, in realtà, manderà al macero centinaia di migliaia di processi penali e contabili,
con il risultato di danneggiare i conti dello Stato e introdurre principi di irresponsabilità per chi amministra
risorse pubbliche. Si produrrà non l`abbreviazione dei tempi del processo, ma in una denegata giustizia. Di fronte a questa obiezione la maggioranza non è riuscita
mai a dare risposta. L`unica verità che può affermare, infatti, è l`impellente necessità di salvare il premier.
C`è da rilevare, tra l`altro, che con le nuove norme, l`unico interesse dell`imputato colpevole sarà quello di portare avanti il processo il più a lungo possibile. Non
avrà alcun interesse, infatti, a chiedere un patteggiamento o un giudizio abbreviato»
Dopo il sì dei Senato ci sarà, prevedibilmente, anche quello della Camera. Il Partito democratico si opporrà anche nel Paese, fuori dal Parlamento? «Ogni volta che facciamo una battaglia efficace, come quella che abbiamo condotto in Senato, parliamo al
Paese. Vorrei dare valore all`impegno parlamentare anche per evitare che venga vissuto, quasi, come un passaggio burocratico. Ci pensano già altri, il governo e la maggioranza, a mettere in mora il Parlamento costringendolo a timbrare decisioni prese dagli avvocati del Presidente del Consiglio, ad Arcore o a Palazzo
Grazioli. Nel Parlamento e nel Paese il Pd deve svolgere il proprio ruolo con questa consapevolezza».
Individua nel processo breve profili di costituzionalità che possano influire sulle decisioni dei Presidente della Repubblica? «Abbiamo presentato in Senato le nostre pregiudiziali di costituzionalità. La maggioranza ha ripulito un po` il testo, ma noi continuiamo a mantenere delle riserve. Dopodiché vedremo...».
L`ossessione di salvare il premier, come lei la definisce, non rende poco credibile il confronto sulle riforme? «Le riforme dovrebbero essere varate per arginare una concezione in cui il potere non trova confini e per sbarrare il passo a una prassi costituzionale secondo la quale il Parlamento diventa il luogo della ratifica.
Oggi si legifera per decreti legge modificati con i maxiemendamenti, si ricorre continuamente al voto di
fiducia. Il Capo dello Stato ha denunciato più volte queste distorsioni. Abbiamo tutto l`interesse di rendere
più forte la democrazia italiana con riforme che riescano a restituire forza alle istituzioni e a rendere più agevole il procedimento legislativo. Una grande forza riformista, come la nostra, non può arretrare di fronte all`esigenza di dare al Paese un assetto istituzionale equilibrato e moderno».
E c`è il clima giusto, oggi, per ottenere i risultati che lei auspica? «È ovvio che la maggioranza si assume la responsabilità di un certo clima e su di lei certamente oggi grava un giudizio di inaffidabilità. La prima garanzia di ogni relazione positiva, anche di quella politica quindi, è
il riconoscimento e il rispetto reciproco. E se andranno avanti con questo andazzo tutto potrebbe complicarsi,
malgrado avverta come impellente la necessità delle riforme. Per fare riforme utili al Paese ci troveranno
sempre pronti, non ci troveranno pronti per fare ciò che hanno fatto oggi (ieri, ndr.) al Senato»
La parola confronto evoca immediatamente il fantasma dell`inciucio, a maggior ragione in rapporto a una
maggioranza "ossessionata" dai processi del premier... «Sbaglia chi accusa d`inciucio coloro che vogliono le riforme. Non si capisce che, in questo momento, stare
fermi significa consentire che si affermi una gestione del potere che punta a stravolgere la stessa regola costituzionale»