gwcached,7 gwcached,7
Commissione 12 - Sanità - Intervento
27 gennaio 2010

Cure palliative - Dichiarazione di voto

Bosone: Dal Senato un importante contributo al progresso civile del nostro Paese

Affermato il diritto alle cure dell'uomo malato, soprattutto nella sua fase terminale

Innanzitutto rivolgo un ringraziamento non rituale ai colleghi della Commissione, al relatore De Lillo, al presidente Tomassini e al Ministro il quale, senza grandi discorsi ma con i fatti, si è dimostrato estremamente collaborativo nella relazione con il Parlamento per poter migliorare il disegno di legge al nostro esame.
Quando si finisce un lavoro, anche legislativo - secondo me - dobbiamo però correttamente chiederci se avremmo potuto fare di più.
La risposta - a mio avviso - è sì, potevamo fare di più questa volta. Infatti, al termine dell'esame di questo disegno di legge avverto certamente un sentimento di soddisfazione perché ci accingiamo ad approvare un disegno di legge molto atteso da tanti italiani, operatori sanitari, malati, famiglie, da anni ed è quindi una vittoria del Parlamento; d'altra parte però avverto anche il rammarico perché potevamo fare più per esaltare meglio le professionalità che già operano nel campo delle cure palliative e inserirle più compiutamente nell'organizzazione delle due reti che prospettiamo (quella delle cure palliative e quella per la terapia del dolore); inoltre parte potevamo fare di più per il dolore stesso.
La semplificazione, che è una parte fondamentale di questo disegno di legge, avremmo dovuto affrontarla con maggiore coraggio. Si tratta di una legge di iniziativa parlamentare e penso che il Parlamento ieri avrebbe dovuto osare di più. Forse siamo stati un po' timidi in tema di semplificazione dell'accesso alle terapie del dolore.
Ipotizzato che il percorso per la terapia del dolore sia pari a 100, siamo partiti da 20, siamo arrivati A 50 e forse potevamo arrivare 80. Ci siamo fermati. Senatore Azzollini, lei ieri ha distinto il ruolo tecnico dal merito, ma io non sono molto d'accordo su questa distinzione perché ritengo che quando svolgiamo il nostro ruolo di legislatori il merito debba sempre prevalere sul fatto tecnico, soprattutto se quest'ultimo è minimale, come quello che era in discussione: mi riferisco al fatto di allargare a tutti i medici che si occupano di cure palliative e di terapie del dolore l'accesso al ricettario. Era un segnale che poteva portarci da quel 50 all'80 nella lotta per il dolore nel Paese. Penso sempre che vi sia la necessità da parte del legislatore di rendere il provvedimento in discussione il più utile, accessibile e completo possibile, altrimenti non facciamo bene il nostro mestiere. E allora ieri qualcosa in più si poteva fare. Fermarci di fronte a fatti tecnici non sempre è positivo, anzi in questo caso ritengo sia stato estremamente limitativo e non soddisfacente. Questo è il mio più grande rammarico.
Certo, alla fine comunque la soddisfazione prevale. Innanzitutto perché si tratta di una legge di iniziativa parlamentare, uscita condivisa dalla Camera e condivisa anche qui: segno che il Parlamento può operare bene anche nel rapporto con il Governo. Di conseguenza, invito la Presidenza del Senato e tutti i colleghi a lavorare anche su altri disegni di legge di iniziativa parlamentare importanti che giacciono qui senza proseguire il loro percorso. Cito, al riguardo, due esempi sempre in ambito sanitario: il disegno di legge sulle malattie rare e quello sul rischio clinico, entrambi molto attesi dai malati e dagli operatori sanitari del Paese. Essi produrrebbero un miglioramento nell'accesso al nostro sistema sanitario e una migliore democrazia in questo settore.
Ebbene, mi chiedo perché non vadano avanti questi disegno di legge di iniziativa parlamentare. Diamo un segno davvero, colleghi, che siamo in grado di legiferare per il bene di questo Paese. E quando il Parlamento vara leggi su cui si è lavorato insieme ho la sensazione - non so perché - che si approvino non leggi ad personam bensì ad gentes,, cioè davvero utili al Paese.
Ebbene, su questa iniziativa e capacità legislativa penso che dovremmo applicarci di più e che non basta - mi rivolgo al ministro Fazio - nasconderci dietro il problema dell'insufficienza economica. Sappiamo, infatti, quanti soldi in Italia vengono sprecati nella sanità e quanti milioni di euro sono stati buttati via, e non troviamo magari qualche decina di migliaia di euro per pagare le ricette ai pazienti e ai malati e per sostenere finanziariamente i provvedimenti sul rischio clinico e le malattie rare.
Penso che su questo dobbiamo fare una riflessione.
Nel merito, questa legge rimane di alto valore simbolico, perché tutto sommato rappresenta oggi la vittoria di quelle persone che io ho definito pionieri: infermieri, medici, volontari, operatori sanitari che hanno cominciato anni fa a parlare di medicina e cure palliative, e se - come diceva il collega Mascitelli - ancora oggi pochi sanno a che cosa si fa riferimento, figuriamoci allora. Tali pionieri hanno interpretato il segno di un tempo che stava cambiando: la tecnica medica ci portava avanti, la cronicità diventava un problema nel Paese, questi pazienti non potevano essere abbandonati a se stessi e bisognava seguirli, negli ospedali, a domicilio, e bisognava allargare l'ambito delle cure di cui avevano bisogno, con particolare riferimento all'abbattimento del dolore.
Ci troviamo di fronte ad una legge che si basa su alcuni principi ispiratori condivisi. Peraltro, colleghi, paradossalmente sono gli stessi principi ispiratori della legge sul testamento biologico sulla quale - come ha ben detto il senatore Astore - bisognerebbe comunque chiederci se anche in quel caso avremmo potuto forse lavorare meglio e in modo ancora più condiviso. La mia risposta è sì, potevamo farlo, perché i principi ispiratori sono gli stessi.
Con il provvedimento in esame noi affermiamo il diritto alle cure, il libero accesso e la semplificazione terapeutica, il rispetto della dignità umana, dell'uomo malato e, soprattutto, malato nella sua fase terminale, quando soffre di più. Sanciamo il no all'abbandono terapeutico, evitando però l'accanimento e garantendo a tutti il sostegno vitale e le forme di cura necessarie alla riduzione del dolore. È proprio questo uno degli aspetti fondamentali: la riduzione e la lotta al dolore. Si sancisce, quindi, la presenza dell'ospedale senza dolore. Anche in questo caso, è un peccato che l'emendamento sul parto indolore, presentato dal senatore Rizzi e condiviso da tutti noi, non sia entrato a far parte di questo disegno di legge, anche se è stato accolto dal Governo un ordine del giorno in tal senso. È comunque un problema di democrazia e di libero accesso alle cure il fatto che a tutte le donne di questo Paese che lo vogliono sia riconosciuto il diritto di partorire senza dolore, senza se e senza ma.
Il disegno di legge in esame sancisce poi il principio che il dolore non è solo fisico ma anche psicologico. Sappiamo in particolare che nella sua fase terminale il malato vive il senso dell'abbandono e della solitudine che si aggiunge al dolore fisico e questo provvedimento stabilisce che il paziente deve essere seguito anche sotto questo profilo.
Per quanto poi riguarda l'aspetto organizzativo, ricordo che quando questi pionieri si sono mossi nella gestione delle cure palliative e della terapia del dolore, in Italia il sistema organizzativo si è mosso in modo disomogeneo: sono nati tanti hospice al Nord, nessuno al Sud. Questa legge sancisce l'uguaglianza organizzativa in tutto il Paese, ulteriore segnale di civiltà.
In conclusione, ritengo che, integrando le cure palliative e la terapia del dolore nel Servizio sanitario nazionale, facciamo un passo avanti inequivocabile. Mi rammarico del fatto che in ordine alla semplificazione del dolore avremmo potuto fare sicuramente di più. Ad ogni modo, il Senato oggi dà un importante contributo al progresso civile del nostro Paese e spero che il provvedimento che noi abbiamo migliorato possa essere definitivamente approvato dalla Camera in tempi brevi, diventando velocemente legge dello Stato per il bene ed il progresso civile del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Tomassini.


tag
sanità  
condividi
gwcached,7
gwcached,7
gwcached,7