
"La maggioranza di governo, in piena coerenza con se stessa, parla di accordi bipartisan ma pratica la rottura anche nel campo di più salda collaborazione bipartisan, cioè l'Europa". Lo dichiara il senatore del Pd eb segretario della Commissione Affari Europei, Roberto Di Giovan Paolo, in merito alla legge Comunitaria approvata in Senato. "Credo sia giusto - ed è la prima volta che accade, da molti anni a questa parte - che maggioranza e opposizione del Senato si assumano le rispettive responsabilità sulla legge comunitaria 2009. Il Governo Berlusconi e la sua maggioranza ci hanno portato inizialmente un testo di dodici articoli che nel corso del mese di esame, tra commissione e aula, è arrivato ad essere di 53 articoli. Tra di essi articoli francamente incongrui sulla caccia, sulla retribuzione dei manager, sulle garanzie al credito, ecc. Alla faccia della finanziaria 'light' di cui parla il ministro Tremonti. Così come per il decreto milleproroghe questa legge comunitaria è diventata come le finanziarie di un tempo e la maggioranza in ogni articolo, e quasi in ogni comma, ha inserito una soluzione per i 'clientes' di queste o quelle elezioni regionali prossime. In realtà considerando che il relatore di maggiorana è stato costretto perfino a ritirare un articolo della legge, approvato in commissione dalla maggioranza stessa, e stamane in Aula, è stato aggredito e insultato da esponenti della sua stessa maggioranza, siamo di fronte ad uno sfregio della legge comunitaria in sé ed alla dimostrazione del vero rapporto nel quotidiano tra questa destra e l'Europa: quello della mera convenienza. Il governo Berlusconi ha sfruttato il Ministero delle politiche comunitarie e la sua esile struttura per bypassarlo ed imporre mini-riforme, in cambio non gli ha dato nulla. E l'Italia prosegue ad avere un governo che, a parte le pacche sulle spalle con Putin e le battute, o le gaffe alla Bertolaso, nelle visite all'estero, non ha una visione della costruzione federale e solidale dell'Europa. A questo governo non possiamo certo chiedere di andare oltre la conferenza intergovernativa per avere una Convenzione e la Costituzione europea. A questo governo e a questa legge comunitaria - conclude Di Giovan Paolo - il Pd può solo dire no, svolgendo la sua funzione di opposizione costruttiva e spiegando ai cittadini che solo un governo di alternativa potrà riportarli in Europa".