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Commissione Antimafia - Comunicato stampa
28 gennaio 2010
Comunitaria
Della Monica: "Su Mafia e corruzione governo ci ha provato"
"Si è dimostrato che avevamo ragione: le norme di modifica del codice degli appalti che governo e maggioranza volevano inserire avrebbero abbassato le soglie di tutela contro le infiltrazioni mafiose e la trasparenza e correttezza dell'azione amministrativa". Lo denuncia la sen. Silvia Della Monica, capogruppo Pd in commissione Giustizia e componente della commissione Antimafia a margine del dibattito sulla legge comunitaria.
"La materia - prosegue - non aveva attinenza con la legge comunitaria e, quindi, sarebbe stato ancor più grave introdurre delle norme così dannose per la legalità nel nostro Paese in contrasto con le riforme appena introdotte che prevedono la possibilità di esclusione dagli appalti delle imprese che non denunzino di essere vittime di estorsioni e concussioni".
"Su nostra richiesta - aggiunge - è stato inoltre stralciato l'articolo 51 che avrebbe abbassato ulteriormente il contrasto al crimine organizzato attribuendo una delega al governo con il risultato di abbassare il contrasto alla mafia attraverso l'eliminazione del reato di favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa e riducendo le pene a cinque anni quando il nostro ordinamento prevede un regime sanzionatorio molto più alto, come modificato di recente".
"Quello che è avvenuto nell'aula del Senato - conclude Della Monica - ha smascherato un colpo di mano e lo stato confusionale nel quale vagano governo e maggioranza che puntano ad inserire norme dannose e contraddittorie non solo con le leggi precedentemente approvate, ma addirittura con l'enfasi del presidente del Consiglio che proprio oggi ha annunciato un piano straordinario contro le mafie che prevederebbe un potenziamento del contrasto nel settore degli appalti e una maggiore incisività della normativa antimafia".
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