
"Maggioranza e governo costringono questa opposizione ad assumere una posizione, per la prima volta nella storia di questo Parlamento, contro la comunitaria. Noi siamo sempre stati dell'avviso, per senso di responsabilità ma anche per profonda convinzione europeista, che uno strumento come la legge comunitaria abbia bisogno in Parlamento di un atteggiamento bipartisan. Oggi con il suo atteggiamento e con i suoi emendamenti la maggioranza ha fatto degli strumenti comunitari solo strumenti di parte. Insieme con l'Esecutivo, se ne assumerà tutta la responsabilità". Lo ha detto la senatrice Francesca Marinaro, capogruppo del Pd nella Commissione Politiche comunitarie, annunciando la non partecipazione al voto finale, per protesta, del gruppo del Pd sulla legge comunitaria.
"Siamo arrivati al punto, con questo governo - ha spiegato Francesca Marinaro - di svilire il senso generale di due strumenti comunitari come la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea e soprattutto come la legge comunitaria, che sono divenuti due strumenti piegati al volere della maggioranza che ha una visione molto precisa sul diritto comunitario: si tratta di un diritto da recepire solo quando fa comodo e da respingere quando non è conforme al proprio intento politico. E' uno svuotamento preoccupante, soprattutto in una fase di grandi cambiamenti e innovazioni istituzionali a livello europeo. Quello che abbiamo vissuto in questi due giorni nell'Aula del Senato dimostra ciò che dico. La maggioranza ha continuato con un flusso continuo di emendamenti, presentati anche su temi e questioni del tutto estranei alla comunitaria o che avrebbero meritato discussioni parlamentari approfondite. Abbiamo assistito a un uso strumentale, confuso e arrogante del diritto comunitario.
Sto parlando per esempio dell'articolo 48. La maggioranza si era dichiarata in commissione disponibile al recepimento della direttiva contro lo sfruttamento del lavoro nero degli immigrati, posizione poi smentita in aula. Eppure lunghi anni di appartenenza all'Unione europea ci dicono che il diritto comunitario prevale su quello nazionale! Siamo preoccupati anche per quanto riguarda altre materie, come la giustizia, come gli appalti, come le misure per la crisi economica. Dalla relazione sull'appartenenza dell'Italia all'Ue sono stati cancellati dalla maggioranza tutti i riferimenti alla strategia sull'occupazione e sul lavoro femminile. Prevale dunque nella maggioranza e nel governo una posizione euroscettica, tanto che a questo punto il Parlamento dovrebbe discutere in modo serio sull'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che introduce grandi innovazioni come una comune politica di difesa e un ruolo autonomo dei parlamenti nazionali nell'integrazione europea".