
"Il decreto legge che stiamo esaminando in quest'Aula sancisce una trasformazione radicale, verrebbe da dire una mutazione genetica, del sistema di protezione civile di questo Paese". Lo ha detto il senatore del Pd Mario Gasbarri nell'aula di Palazzo Madama.
"Una struttura fortemente specialistica - ha proseguito Gasbarri - istituzionalmente dedicata ad assicurare maggiori livelli di sicurezza alla popolazione rispetto alle molte calamità che colpiscono il Paese, viene trasformata nel braccio operativo di un sistema di Governo fondato sull'assunto che il raggiungimento di un obiettivo, solo in qualche caso riconducibile all'azione di protezione civile, si possa conseguire con la sospensione dell'efficacia del corpo normativo vigente e la sua sostituzione con una legislazione straordinaria, fondata sul potere di ordinanza e sull'utilizzo di alcuni altri strumenti semplificativi e talvolta coercitivi.
Tutto è iniziato con un altro decreto-legge, il n. 343 del settembre 2001 che ripristinava il Dipartimento e aboliva l'Agenzia di protezione civile, facendo morire sul nascere il tentativo di renderla autonoma. Si sanciva inoltre che le prerogative riservate ad alluvioni e terremoti si sarebbero potute utilizzare anche per ogni cosa che dal Consiglio dei ministri, su proposta del suo Presidente, venisse dichiarata 'Grande evento'. E quindi, semplicemente, a tutto. E tutto è stato. E' praticamente impossibile dar conto della smisurata mole di ordinanze emanate da allora. Si va da grandi eventi istituzionali a raduni religiosi, da manifestazioni sportive come l'America's Cup di Trapani, all'incredibile commissariamento delle sovrintendenze di Pompei, dei Fori romani e degli scavi di Ostia antica, il tutto facendo ricorso a spese notevoli tutte poste a carico del Fondo per la protezione civile. Una enorme massa di denaro di cui il controllo da parte della Corte dei conti, finora, si è rivelato impossibile e comunque non se ne ha alcuna notizia. Uno tsunami istituzionale che in questi anni ha fatto molte vittime: le garanzie normative, la trasparenza, l'efficacia dei controlli, la competenza istituzionale e, soprattutto il confronto democratico. È questo il modus operandi utilizzato per i rifiuti a Napoli, la preparazione del G8 a La Maddalena e la gestione delle infrastrutture per i Mondiali di nuoto 2009 a Roma, per non parlare del terremoto dell'Aquila. Si è così trasformato ciò che era stato fino ad allora considerato un fatto lecito solo nella contingenza della catastrofe - ha concluso Gasbarri - in una disinvolta normalità applicabile a mille altre situazioni assolutamente estranee a qualunque situazione calamitosa. Insomma la straordinarietà come regola, che con questo decreto giunge al compimento finale".