
Il governo, nel testo del maxiemendamento al decreto mille proroghe, ha recepito un emendamento, di cui sono la prima firmataria, che sospende sino al 31 dicembre 2010 le procedure di sfratto esecutivo.
E’ una misura importante e di buon senso in un contesto più generale del decreto molto critico. Il governo, infatti, ha scelto di porre la fiducia su questo provvedimento insistendo su una linea economica dannosa per il Paese, che non fa i conti con le emergenze sociali più drammatiche e si limita a prorogare normative, senza peraltro sostanziarle di risorse adeguate. E’ così per il problema molto sentito da tante famiglie della casa. E’ così per le zone franche urbane, utili allo sviluppo e alle piccole imprese.
Purtroppo la sospensione della procedura degli sfratti, pur affrontando il forte disagio abitativo, non riuscirà da sola a rispondere alle esigenze dei Comuni ai quali il governo nazionale ha tagliato le risorse per l’acquisto degli alloggi popolari da assegnare con priorità alle famiglie in possesso dei requisiti sottoposte a sfratto esecutivo. In particolare il governo ha sottratto fondi alle grandi città e tra queste Napoli che così non ha alcuna risorsa aggiuntiva per aiutare le famiglie in difficoltà.
Infine, per quanto riguarda le zone franche urbane, il testo del maxiemendamento del governo modifica il decreto che dimostrava di non credere nello strumento delle zone franche urbane e ripristina lo spirito originario voluto dal governo Prodi che puntava a un sistema di agevolazioni semplificato e accessibile per le piccole e medie imprese con l’obiettivo di incrementare lo sviluppo dal basso, sostenere la legalità, aiutare il tessuto imprenditoriale del territorio.