
Una proposta concreta? Creare una banca dati centralizzata sulla corruzione, con i nominativi di tutte le aziende che - anche in fase di indagini preliminari- siano coinvolte in inchieste sulla corruzione: per iniziare, così, a estromettere chi non è pulito dal sistema degli appalti, piccoli ma soprattutto grandi, come saranno quelli di Expo».
Gerardo D`Ambrosio, senatore del Pd e procuratore capo di Milano ai tempi di Tangentopoli: come vede questi giorni di inchieste sugli appalti, di scandali legati alla corruzione? «Proprio ai tempi di Mani Pulite avevamo fatto una classificazione di tutti i sistemi illeciti per vincere gli appalti. E devo dire che, nonostante siano passati anni, quei sistemi sono tuttora validi. Il problema è che il rischio generale che riguarda tutti gli appalti, col tempo, è stato da più parti avvertito e segnalato: ormai tutti sanno che c`è, ed è per questo che bisogna moltiplicare, invece di togliere, i controlli. Negli altri Paesi hanno capito che la corruzione, che i sistemi
illeciti di spartizione degli appalti, sono un cancro: qui, invece, ce ia prendiamo con i magistrati che si battono contro questi scempi e cerchiamo di tagliare la possibilità di fare intercettazioni, vitali per scoprire questi meccanismi».
Nelle intercettazioni dell`inchiesta sugli appalti del G8 si sentono imprenditori che mostrano i loro appetiti su Expo. Come si fa ad evitare che questa manifestazione diventi terreno fertile per la corruzione? «Proprio in Lombardia ci sono stati diversi allarmi - anche molto autorevoli - sulle possibili infiltrazioni mafiose nel movimento terra, che è un comparto strategico degli appalti. E bisognerà fare molta attenzione alle società che operano estero su estero e sulle aziende che ottengono subappalti, dove i controlli, di solito, vengono meno. Perché è vero che nelle torte degli appalti le prime ad infiltrarsi sono le imprese legate alla criminalità organizzata, ma non dimentichiamo che le aziende mafiose
si possono camuffare facilmente da imprese normali: ed è per questo che bisogna intensificare verifiche sulle precedenti esperienze delle aziende prescelte, sui loro assetti societari».
Gli speciali poteri concessi al sindaco Moratti per le opere pubbliche del piano triennale contemplano molte deroghe alle leggi ordinarie. E un bene? Un male? «Le deroghe sono sempre pericolose. Certo, è molto più facile raggiungere un obiettivo derogando alle leggi generali: ma a che prezzo, almeno per la comunità? Anch`io credo che vadano riviste alcune normative, forse semplificati alcuni passaggi: ma questo deve valere per tutti, non solo per alcuni grandi eventi o per alcune città. I poteri discrezionali sono un rischio enorme per chi li ha, sono sempre una deviazione dalla regola. E in situazioni come queste, quando il denaro pubblico viene usato con discrezionalità, appunto, che c`è il rischio di lasciarsi tentare, o di favorire degli amici, o comunque di trovarsi poi in situazioni ingestibili».
La vicenda delle mazzette del consigliere Pennisi: un ritorno al passato, secondo lei? «Intanto noto che, già come era successo con Mario Chiesa, da Pennisi hanno subito preso le distanze tutti. Chiesa, però, proprio per questo, perché era stato definito "mariuolo", decise di fare i nomi, facendo partire così le grandi inchieste. Il problema è che, a differenza di quanto accadde allora, manca la reazione
popolare, il disprezzo per chi usa il denaro pubblico e il potere legato a una caricaper mantenere la poltrona o per garantire i suoi interessi».