
Il fango e solo di alcuni ma la polvere e di tutti. Il rating della politica presso la pubblica opinione da molto tempo non è una tripla A. Ma la revisione al ribasso del nostro outlook pone un problema a ognuno di noi. Ed è
molto difficile che se ne possa uscire al modo solito inasprendo i combattimenti tra di noi.
Sia chiaro in queste vicende c'è molto più la maggioranza che l'opposizione. Questo è un dato di fatto. Ma un'opposizione che si senta forte cerca di fare un uso particolarmente misurato del suo vantaggio. Lascia che siano i fatti a parlare a suo favore. E intanto si dispone a cercare una via d'uscita che porti per quanto è
possibile tutto il sistema paese fuori dal pantano in cui sta sprofondando.
C'è una sola risposta che noi tutti noi, possiamo dare a questa crisi. E' la risposta delle riforme. Rivedere le regole del gioco cambiare la legge elettorale, dare una robusta sforbiciata ai costi della politica. Mi pare l'unica possibilità che abbiamo. L' ultima classe dirigente della Prima Repubblica ci provò e non ci riuscì. Noi in fondo non ci abbiamo nemmeno provato. Ma ora dobbiamo sapere che se non cogliamo questa occasione per ripensare le istituzioni e i l'equilibrio dei poteri siamo destinati a finire una volta per tutte. E non conterà moltissimo - a parte la nostra coscienza e il nostro confessore - che si finisca personalmente immacolati oppure mascaniati.
Nei giorni scorsi in un analisi di rara onestà intellettuale Galli della Loggia ha rintracciato
«nella nostra storia profonda» le radici della corruzione male tutto italiano e non male solo politico appunto. Tant'è che l'idea di abbattere la corruzione riducendo la politica ai minimi termini, e magari cavalcando l'onda antipolitica, non e affatto riuscita. Diciott'anni dopo
Mani pulite non stiamo meglio a dispetto di tutto l'incenso che abbiamo tributato ai nostri solerti moralizzatori.
Il punto è che la politica non ha bisogno tanto di
battersi il petto nel confessionale. Ha bisogno di
tornare a essere se stessa. Facendo leggi, progettando riforme, prendendo decisioni assumendo responsabilità. Questa crisi cc impone di riaprire un cantiere istituzionale. Non perchè lo suggerisce il vezzo politically correct. Ma perchè oltre una certa soglia ogni crisi politica si fa crisi delle istituzioni. E solo li trova il filo per uscire dal labirinto in cui si sta perdendo.