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Commissione 02 - Giustizia - Intervista
25 febbraio 2010

Corruzione - intervista di Nicola Maranesi - laDiscussione

De Sena: "Quadro terribile, senza riforme sarà caos"

Il senatore Luigi De Sena (Pd) è il vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia. Da uomo meridionale si definisce «un cultore della filosofia del dubbio. Questo
- spiega a La Discussione - mi ha permesso durante il mio percorso professionale di avere una grande disponibilità al dialogo e al confronto in modo da ricercare sempre la migliore soluzione possibile». Una premessa fondamentale
per capire la posizione dell`ex prefetto di Reggio Calabria sulle vicende di cronaca che stanno intrecciando corruzione, mafia e politica. Un quadro in cui le certezze vengono meno e i pilastri su cui si fonda una società
tremano. Un quadro che De Sena dipinge come «terribile: ci troviamo di fronte all`abbattimento dell`etica della classe dirigente che sta perdendo ogni credibilità nei confronti di un Paese sempre più disincantato». Nessun catastrofismo immotivato. Nel nostro Paese c`e molto di buono. «Sul fronte della repressione della malavita - argomenta De Sena - l`Italia è leader mondiale del contrasto: dimostra quotidianamente che le forze di polizia fanno un lavoro semplicemente eccezionale». Purtroppo non basta, soprattutto perché su altri e determinanti aspetti siamo ancora manchevoli.
«Il problema - sentenzia il vicepresidente dell`Antimafia
- sono le deficienze sul fronte della prevenzione "generalista"».
Di chi è la responsabilità?
Prettamente del mondo politico e amministrativo, che non rispetta più la collettività e gli interessi
della collettività.
Leggendo i giornali viene da chiedersi quanto alta sia la penetrazione delle mafie nelle Istituzioni. Che sensazione ha in proposito?
Stando alle cronache di questi giorni, anche senza
conoscere gli atti delle inchieste in corso, si prova
una sensazione inquietante. Sempre ammesso che
quanto si legge sia vero, bisogna ammettere che
emerge un quadro sconcertante.
La commissione Antimafia secondo lei fa abbastanza per controllare la penetrazione malavitosa in Parlamento?
Le rispondo di sì. Anche con il codice di autoregolamentazione, tanto per fare un esempio recente, ha dato un segnale importante. Poi però tocca ai partiti, al mondo della politica nel suo complesso, aderire e rispettare tutte le regole fino in fondo.
Come si dà la scossa, come ci si libera da questi cancri che uccidono il Paese?
Rinnovando, spogliandosi degli interessi di parte e delle "ideologie". Lapolitica deve abbandonare la lotta e avviare il confronto, altrimenti non riusciremo ad avviare alcuna riforma seria e lungimirante. Se non riusciremo ad
impostare e licenziare le grandi riforme per l`Italia sarà il caos.
È un messaggio diretto anche alle opposizioni?
Certamente. Abbiamo un ruolo di responsabilità nei confronti del Paese: se vogliamo arrivare a fare riforme serie dobbiamo dialogare, confrontarci e metterci a lavorare. La volontà di fare tutto questo c`è, purtroppo a volte è "male espressa
Da un po` di tempo a questa parte è riesploso il dibattito sulla corruzione, sulla malavita, sulle contaminazioni della politica. Temi accantonati per anni. Perché tornano in auge proprio ora?
È un atteggiamento tipico del nostro Paese, affrontare i problemi quando emergono in maniera scandalistica per poi accantonarli. Per questo mi appello al senso di
responsabilità politica del centrodestra e del centrosinistra affinché si affronti una volta per tutte il nodo delle riforme che servono all`Italia.
Non la insospettiscono i tempi di maturazione di certe inchieste, come quella che riguarda il senatore Nicola Di
Girolamo?

Le indagini, da quello che ho appreso attraverso la stampa, erano in itinere già da alcuni anni.
Però sono arrivate a una svolta in questi giorni...
Tenga presente che certi accertamenti investigativi
sono estremamente complessi e richiedono
tempi lunghi.
Fra poco più di un mese ci sono le elezioni. È una coincidenza?
Come le ho detto sono un cultore della filosofia del dubbio. Probabilmente certe coincidenze possono anche indurre un sospetto, ma di coincidenze si tratta.



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giustizia  
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