Senatore Vita, la Camera ha approvato il decreto milleproroghe. La discussione sui fondi relativi all`editoria ha caratterizzato questo dibattito. Corme siete riusciti ad ottenere il ripristino del cosiddetto diritto soggettivo per queste testate?Sul decreto milleproroghe c`è stata una schiarita. Fino a qualche giorno fa sembrava che la partita sul fondo per l'editoria fosse chiusa. Dopo il maxiemendamento della Finanziaria. che ha stravolto il testo originale abolendo ii diritto soggettivo delle testate per accedere ai fondi, sembrava che la vita di queste testate fosse destinata a diventare grama. La fiducia che era stata posta al decreto milleproroghe al Senato aveva tolto di mezzo gli emendamenti, compreso quello bipartisan sul fondo relativo all`editoria che lo prolungava per due anni. Alla Camera, dei deputati è passato un anno di proroga".
Con quali ombre è passata questa proroga di un anno? "`Si è pensato solo ai giornali e non anche alle radio e alle televisioni. E questo non è stato bello".
Si è cercato di colpire qualche televisione dei vostro partito? "No, il discorso sull`editoria è inerente ad una sorta di logica selvaggia dei tagli del ministero del Tesoro che si riverbera nelle sciabolate fatte qua e là senza alcun criterio. I territori colpiti da questi tagli sono îe radio nazionali e locali, le televisioni locali, le agenzie di stampa (in misura ridotta), i giornali degli italiani all`estero, Nonché i giornali dei consumatori. Questa è una logica assurda. Nel momento in cui si conferma il diritto soggettivo, si fanno dei taglieggi
inspiegabili per una cifra di risparmio di circa 10 milioni. I nostri subemendamenti che ripristinavano questi fondi per le testate che ho citato, sono stati bocciati alla Camera, ma li abbiamo ripresentati già al Senato".
Queste polemiche hanno cambiato l`impostazione del dibattito sul decreto milleproroghe? "C`è stata un`iniziativa politica del Pd sul decreto milleproroghe. Il Pd ha ritirato tutti gli emendamenti presentati in relazione al fatto che si dovesse trovare un risultato positivo sui tondi relativi all`editoria. Per testate che avrebbero potuto morire. E` stato un atto importante per il mondo del informazione, degno di un paese civile".
I fondi per l`editoria saranno a rischio ogni anno? "Sì. perché ci troviamo in una situazione che può cambiare in ogni momento. Ad essere nninacciati dai tagli non sono solo le testate giornalistiche, ma anche i fondi allo spettacolo. Questi assalti testimoniano quanto sia arretrata la cultura della destra, che si ostina ad
attaccare questi mondi che considera ostili".