
"Venendo dal mondo dell'emigrazione personalmente sono sempre stata tiepida sul voto all'estero così come è uscito dalla cosiddetta legge Tremaglia". Lo afferma la senatrice del Pd Francesca Marinaro, capogruppo in commissione Affari europei.
"Una legge - prosegue - a mio modo di vedere, troppo concentrata a risanare un senso di colpa collettivo sull'esodo di massa del dopoguerra trascurando le questioni legate al processo di integrazione che via via si è sedimentato e strutturato nelle società di residenza fino ad assumere le connotazioni di vere e proprie minoranze comunitarie e linguistiche. Una realtà questa che non trova certo tutte le soluzioni nell'esercizio del voto".
"Da qui - conclude Marianaro - e non solo dagli abusi fatti ad arte da personaggi candidati e difesi fino a ieri dal Pdl, bisogna ripartire per iniziare una qualsiasi discussione seria sui cambiamenti necessari al voto all'estero".