
"Il caso Di Girolamo ci indica che esistono delle regole da cambiare soprattutto quelle che riguardano i tempi delle decisioni del Senato". Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Sanna, capogruppo della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari, intervenuto in Senato nel corso del dibattito sulle dimissioni del senatore Di Girolamo.
"Essere all'altezza della Costituzione è sempre difficile, però - continua Sanna - in questi anni è stato difficilissimo rintracciare una decente applicazione dell'articolo 66 della Costituzione. Ci sono oggi casi che pendono davanti alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari a quasi due anni dall'inizio della legislatura. Due anni su cinque per decidere l'eleggibilità e la titolarità legittima di un senatore sono troppi e ci dimostrano che l'accelerazione è aiutata da fatti estranei al nostro compito. Nel caso di Girolamo, ad esempio, dalle inchieste penali e dalla richiesta di autorizzazione all'arresto".
"E' necessario - per il capogruppo Pd in Giunta - offrire un'iniziativa per una riforma seria dell'articolo 66 della Costituzione. È necessario offrire un'istanza di appello a una nostra più rapida decisione e oggi la Corte costituzionale può essere sicuramente questa importante, lineare e trasparente istanza di appello. Nella imperfetta giustizia degli uomini - conclude Sanna - sarà una giustizia più informata un'idea moderna di democrazia". Francesco Sanna ricorda infine l'esistenza di due diversi ddl presentati dal Pd, uno dal vicepresidente Luigi Zanda e l'altro dallo stesso Francesco Sanna, di revisione dell'articolo 66 della Costituzione che prevedono la valutazione della Corte Costituzionale sui casi di elezioni contestate, ineleggibilità ed incompatibilità.