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Commissione 01 - Affari costituzionali - Intervista
7 marzo 2010

Regionali - intervista di Alessandro Ferrucci - il Fatto Quotidiano

Zanda: Basta con Napolitano, il problema è il premier

"In atto una metodica distruzione dello Stato. E un decreto a venti giorni dalle elezioni è un altro tassello"

Attento. Parco di parole. Riflessivo nelle risposte. Luigi Zanda, senatore del Pd, classe 1942, avvocato alla terza legislatura, affronta l`argomento Napolitano-decreto-Regionali, con la prudenza dovuta nei momenti importanti.
Dove ogni concetto va soppesato. Basta una virgola per far
parte del partito dei "pro" o "contro" il presidente della Repubblica.
Senatore, nei giorni scorsi ha detto che Napolitano non c`entrava niente in questa vicenda. Eppure, ora è arrivata la firma: cosa ne pensa?
Il presidente della Repubblica nel nostro ordinamento non ha il potere di imporre la sua volontà politica né tantomeno di fare miracoli. Il presidente si è comportato
esattamente come Ciampi nel 2005 con la legge "Porcellum". Sono due provvedimenti la cui costituzionalità è discutibile ma non conclamata: in questi casi il capo
dello Stato è legato alla forma. Ma francamente penso che il tema sia un altro...
Quale?
Una responsabilità politica violenta ed esplicita del governo Berlusconi, incentrata solo a tutelare gli errori dei propri partiti e dei propri candidati attraverso un decreto legge a venti giorni dalle elezioni.
Lei parla di violenza esplicita, Vespa sul Mattino denuncia un rischio Sarajevo nel caso di firma mancata...
Premesso: la tesi di Vespa la giudico una stupidaggine. Sono molto più preoccupato per le sorti della democrazia italiana, e giudico Napolitano un elemento di stabilità.
Però anche Vespa parla di una pressione forte, quasi violenta sul capo dello Stato.
Non lo escludo.
È andata così anche quando ha firmato il lodo Alfano o lo scudo fiscale? Ha visto la gente ieri in piazza che aveva i cartelli con su scritto "presidente non abbiamo capito"?
Il presidente della Repubblica può rinviare i provvedimenti che considera in modo conclamato anticostituzionali. Non ha poteri di sindacato politico nei confronti delle leggi.
Ma ha firmato perché giusto in assoluto, o solo per ragioni di equilibrio politico dettato da condizioni extra-ordinarie?
Guardi, la mia preoccupazione è su quello che sta combinando il governo. Forse non è chiaro, ma questo decreto legge è frutto di Berlusconi e dei suoi uomini. E io da questo sono allarmato. Ribadisco: il presidente della Repubblica ha poteri limitati, e non aveva spazi per rifiutare la firma.
Ribadisco: per il ruolo o il clima?
"...ruolo. Però, abbia pazienza, noi siamo una forza politica di minoranza e di opposizione, per noi la difesa delle regole, siano del Parlamento, o elettorali o che presiedono ai compiti del presidente della Repubblica, sono una cosa fondamentale. Le faccio un esempio: quattro giorni fa ho avuto un violento scambio in Senato con il presidente Schifani, perché aveva detto: `E ora che la sostanza prevalga sulla forma`. Sono contro questo modo di concepire la vita delle istituzioni. Stiamo assistendo a una metodica distruzione dello Stato. E un decreto a venti giorni dalle elezioni è un altro tassello verso questo processo...
Quali sono gli altri tasselli?
Le ordinanze di Protezione civile, l`eccesso di decreti legge, maxi-emendamenti, voti di fiducia. E ancora la violenza e sistematicità nello spoil system. Le bastano? Se vuole ne ho altri...
E la par condicio?
È come il decreto legge, oltre alla distruzione delle regole, c`è la sottrazione al cittadino di sapere. E un attentato doppio.
Torniamo alla proposta di Di Pietro...
Davanti alla bestialità del comportamento del governo, conclamato, visibile, sfacciato, si può dissentire da Napolitano, ma certamente gli argomenti utilizzati da Di Pietro sono irresponsabili...


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