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Commissione 01 - Affari costituzionali - Intervista
7 marzo 2010

Regionali - intervista di Matteo Bartocci - il manifesto

Zanda: "Opposizione totale" in Parlamento nulla sarà come prima

Isolato dal Pd, attaccato dall'Idv, circondato dalle manifestazioni in tutta Italia. Il presidente della Repubblica si risveglia isolato. E scrive sul web: "Anche il centrosinistra cercava una soluzione politica"

"Il decreto legge è un abito cucito su misura per sanare le irregolarità del Pdl nel Lazio e in Lombardia in ogni particolare». Luigi Zanda, vicecapogruppo del Pd in Senato, non usa giri di parole: «Definirlo una semplice interpretazione delle regole è pura ipocrisia, uno scudo per coprire la sua meta-incostituzionalità, un`illegittimità mascherata. Quelle norme stravolgono la legge elettorale, modificandola a favore di uno dei contendenti, lo stesso che approva il decreto. Se le elezioni fossero seguite dagli osservatori dell`Osce sono sicuro che denuncerebbero una violazione della regolarità del voto da parte del governo».
Senza appellarci all`Osce, secondo il Pd le elezioni
sono regolari?

E` chiaro che noi vogliamo combattere con un avversario ma vogliamo che sia un avversario leale. Un confronto senza colpi sotto la cintura e senza un arbitro corrotto a suo favore, il governo. Non a caso Anna Finocchiaro e Dario
Franceschini hanno avvisato i presidenti delle camere che il decreto «avrà conseguenze immediate» sull`atteggiamento parlamentare del Pd.
Che significa?
Che la nostra opposizione in parlamento diventerà intransigente e molto severa. A partire da martedì prossimo in Senato quando in Aula arriverà il legittimo impedimento. Avere in contemporanea la violazione della legge elettorale e il legittimo impedimento a favore del capo del governo è al di là dì qualsiasi immaginazione. Credo però che alla fine tutte queste mosse della maggioranza produrranno effetti molto negativi. Comunque vadano le elezioni, dopo il 29 marzo le contraddizioni esploderanno.
Si riferisce alle divisioni nella maggioranza?
Non solo. Stiamo assistendo a un processo totale di distruzione dello stato. Stravolgimento della giustizia, leggi elettorali cambiate in corso d`opera, ordinanze di protezione civile che hanno valore di legge, lo spoil system esasperato di tutte le posizioni pubbliche. Senza
contare l`informazione. Berlusconi dice di voler tutelare i diritti degli elettori ma è lo stesso Berlusconi che cancella il diritto all`informazione. Queste elezioni regionali subiscono una modifica nella procedura elettorale e una condizione di totale silenzio dell`informazione televisiva. Due ferite contemporanee mortali per una democrazia compiuta. Ormai la verità è chiara: Berlusconi detesta le regole. Quello che sta accadendo è la conseguenza naturale di una persona che nel `94 è entrata in politica per proteggersi dai suoi guai giudiziari. Siamo sempre li ed è sempre peggio. Eormai evidente a chiunque che l`Italia non potrà mai superare le sue tante crisi - civile, di legalità, economica e sociale - finché Berlusconi guiderà il nostro paese. E` un tappo che deve saltare.
Ritiene che Napolitano potesse non firmare il decreto legge?
Il presidente della Repubblica non è responsabile degli atti del governo. Non ha né poteri politici né esecutivi. Può non firmare gli atti del governo solo in caso di manifesta incostituzionalità. Del resto anche Ciampi nel 2005 firmò la legge «porcata» di Calderoli, che presenta vizi di fondo gravissimi e di analogo spessore.
Non sempre però il Quirinale accetta i decreti del governo. Nel `95 Scalfaro si rifiutò di firmare un decreto dei presidente Amato sulla corruzione e la vicenda terminò con le dimissioni immediate dei guardasigilli Conso.
In quel caso il vizio era formalmente consistente ed evidente. Il decreto Berlusconi è una manipolazione, un provvedimento truccato da norma interpretativa per non mettere in difficoltà il capo dello stato. Fa male Di Pietro a usare le espressioni che usa contro Napolitano.
Perché dimostra una scarsa conoscenza dei poteri del capo dello Stato.
Lo stesso DI Pietro sabato sarà alla manifestazione
convocata dal Pd. E` una presenza che la imbarazzerebbe?

Tutt`altro. E` naturale che ci sia ed è bene accetto. Le posizioni di Napolitano possono non essere condivise ma bisogna tener conto dei limiti dei suoi poteri.
Ma ha ancora senso parlare di galateo istituzionale» e di «rispetto delle regole» se poi sono sempre a senso unico? Basti ricordare le reazioni alla bocciatura del lodo Alfano...
Il Pd è una forza politica che oggi è minoranza ed è all`opposizione. Tutta la nostra forza è nel chiedere il rispetto delle forme. Noi dobbiamo impegnarci per il rispetto delle regole. Anche in questo caso.
Ma in questo clima è ancora possibile parlare di regole e riforme condivise?
Berlusconi ha buttato tutto a mare. Lui non vuole le riforme. Vuole due cose soltanto: una riguarda se stesso e sono la sua immunità e la modifica della Costituzione per l`elezione diretta del capo del governo. L`altra è seguire la Lega nel suo disegno padano perché senza Bossi non è in grado di governare. In questo momento la possibilità di fare riforme è pari a zero. E` impossibile anche solo parlarne con una maggioranza che cambia le regole elettorali a venti giorni dal voto e con questa arroganza.


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