gwcached,7 gwcached,7
Commissione 01 - Affari costituzionali - Intervista
10 marzo 2010

Regionali - intervista di Corrado Castiglione - Il mattino

Follini: "Manifestazioni? C'è tempo, adesso parliamo con la gente"

La decisione di Roma vede sconfitte le ragioni del decreto: è stata soltanto una forzatura

Ora spazio ai contenuti e basta veleni: il senatore Pd Marco Follini proprio non riesce a trovare nell`armadio una cravatta viola, come scriveva ieri sul Riformista, e si ribadisce contrario alla piazza. Con o senza Di Pietro. A maggior ragione dopo le decisioni dell`ufficio elettorale di Roma. Conclusioni alle quali arriva secondo lo schema che gli è caro, come nel suo ultimo libro intitolato «L`Elogio della pazienza».
La lista del Pdl è fuori. Un motivo in più perché il Pd diserti la piazza di Di Pietro?
«L`intera vicenda porta impressi i segni della forzatura di questi giorni: prima la archiviamo e meglio è, tanto
più lo dico alla luce della decisione che ha preso l`ufficio elettorale di Roma».
Insomma, per l`opposizione viene meno il motivo di manifestare: lo direbbe anche se Di Pietro non ci fosse?
«La decisione a quanto pare definitiva di non ammettere la lista del Pdl nel Lazio e di far rispettare le regole che il decreto, interpretandole, pensava di modificare rappresenta un buon risultato di cui dichiararci soddisfatti».
In che senso?
«Non perché sul campo ci sia un avversario in meno. La Polverini, infatti, può sempre contare su un discreto numero di liste e di candidati a suo sostegno».
Dunque perché?
«Le regole sono state rispettate. Per questo ritengo ormai che l`appuntamento con la piazza possa essere tranquillamente rinviato. Non casca il mondo e neppure il Pd».
Magari a dopo le elezioni, a dopo la vittoria?
«Direi che adesso bisogna parlare con gli elettori, nelle forme e nei modi tipici di una campagna elettorale. Una
manifestazione risponde ad un`emergenza che per tanti versi oggi è un po` cambiata».
Resteranno i toni alti: ieri Berlusconi ha parlato di «sopruso violento». Oggi presumibilmente rincarerà la
dose. Lei che ne dice?

«Ognuno è responsabile dei toni che sceglie. Da parte mia avverto, come tanti, l`esigenza di vedere finalmente chiuso il rodeo. Basta con lo scambio di contumelie, per un`idea rissosa, muscolare e improduttiva che si ha della democrazia. Lo dico ai miei avversari, ma anche a quanti nei paraggi dell`opposizione riecheggia gli stessi toni. Ecco perché ribadisco: Di Pietro non è alternativo a Berlusconi, ma complementare».
Si è parlato di rinvio delle elezioni nel Lazio, Bersani lo ha escluso. Cosa ne pensa?
«La democrazia è fatta di procedure e di regole che vanno rispettate, sia da chi vince, sia da chi perde. Adesso tutti quanti facciamo in modo che questi veleni accumulati finora vengano dispersi nei giorni che ci separano dal
voto».
Non resterà comunque sulla tornata elettorale il peso dei dubbio, del sospetto circa la validità del voto?
«La parola ora passa agli elettori. Ascoltiamoli con rispetto e senza doppiezza accettiamo il risultato delle
urne, quale esso sia».


tag
regionali   pd  
condividi
gwcached,7
gwcached,7
gwcached,7