
Uno dei più accreditati vignettisti italiani ci ha regalato ieri l`ennesima caricatura del potere giudiziario: sulla prima pagina del quotidiano per cui lavora, ha disegnato un magistrato dalle sembianze bestiali, seduto sotto falce e martello e intento a condannare il Lazio ad elezioni «TARoccate».
Sintesi perfetta di una propaganda mistificatrice che nelle ultime settimane ha raggiunto l`apice.
Mentre i partiti di maggioranza cercano una soluzione al pasticcio liste (di cui sono gli unici artefici) e i loro parlamentari votano l`immunità del capo di Governo (senza neanche la fatica del dibattito in Aula), al Paese vengono raccontate favole all`insegna del paradosso. E nelle favole, si sa, il mondo è diviso in maniera netta tra buoni e cattivi. I buoni sono riuniti nel Popolo delle libertà sempre immune al rischio di errori.
La categoria dei cattivi, invece, coincide in pieno con la magistratura che, ad ogni livello (dai giudici amministrativi alla corte d`Appello, dalla Corte d`Assise alla Cassazione), ha un solo obiettivo: complottare contro maggioranza e governo. Il motivo? La fede comunista che contagia, senza distinzioni, chiunque indossi una toga, generando odio verso i liberali al potere.
Infine ci sono i "cattivelli" che militano tra le fila dell`opposizione e preoccupano meno, dal momento che la loro presenza in Parlamento è solo una formalità e lo spazio televisivo a loro disposizione è ridotto ai minimi storici.
Il dramma di questa favola, è la totale indifferenza verso "gli altri", verso la maggioranza dei cittadini che si disinteressano della presunta battaglia tra buoni e cattivi e aspettano soluzioni concrete ai problemi reali del Paese. A cominciare dalla crisi economica. I nostri giovani, oppressi dalla disoccupazione e frustrati dalla mancanza di autonomia economica, sono costretti a rimandare all`infinito qualsiasi progetto di vita. I lavoratori precari rimangono tali sino all`età matura, rischiando di perdere il posto quando già hanno una famiglia a carico. E poi i piccoli imprenditori, i commercianti, gli operai, tutti convivono con lo spettro del fallimento, per cui Veltroni ha parlato ieri di "rischio suicidi".
Se anche volessimo ignorare le continue violazioni del dettato costituzionale e i gravi colpi inferti alla democrazia, non possiamo ignorare i danni che l`attuale maggioranza sta provocando all`intera società, danni che sconteremo per lungo tempo. E ciò che manca alla favola del paradosso in cui ogni verità viene stravolta nel proprio contrario: la speranza di un lieto fine.