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Principale - Intervista
11 marzo 2010

Pd e Idv - intervista di Emanuele Costanti - il Riformista

Morando: "Corteo con Tonino? No, non sta ai patti"

"Aveva promesso di astenersi e invece continua ad accusare Napolitano"

Il senatore Enrico Morando, esponente dell’area liberal dei Pd, non ha dubbi. «Con Di Pietro che dice quello che dice su Napolitano, non è pensabile promuovere alcuna manifestazione comune».
Senatore, nel Pd si discute ancora se scendere in piazza con Di Pietro, o meno, contro il decreto salva-liste. Oggetto del dilemma, le parole di nuovo pesanti espresse dal leader Idv su Napolitano.
Personalmente, nella riunione organizzativa di lunedì scorso l’avevo detto subito: la manifestazione con Di Pietro si fa se c’è una piattaforma chiara e stabilita, interamente esigibile. E cioè se, oltre a protestare contro il decreto salva-liste del governo, c’è o meno l’esplicitazione dei rispetto e dell’apprezzamento verso l’operato del capo dello Stato e il suo senso di equilibrio, sulla vicenda. Per un paio di giorni ho creduto che l’accordo preso in questo senso tra Bersani e Di Pietro reggesse. Oggi, però, mi sono dovuto ricredere. Non è più possibile andare in piazza con Di Pietro.
Come mai?
Guardi, basta leggere il Corriere della Sera di oggi (ieri per chi legge, ndr.). C’è una frase attribuita a Di Pietro tra virgolette, quindi espressione autentica del suo pensiero, che dice: «Napolitano lo vedo come un padre della Costituzione, ma se scopro che mio padre stava lì, nottetempo, con chi mi vuole far male, a scrivere quella norma, io dico: papà se mi tradisci anche tu, io da chi vado?». Insomma, per Di Pietro Napolitano è un padre malefico, pronto a tradire i suoi figli. Con chi pensa queste cose è impossibile sia promuovere che partecipare a una manifestazione comune. Vuoi dire che siamo ancora al Di Pietro che ventilava l’impeachement su Napolitano. Parole inaccettabili.
De Magistris è arrivato a dire che Napolitano sta avallando l’azione della P2...
Quello che dicono altri esponenti dell’Idv, pur di rilievo, non m’interessa. Mi basta quello che dice Di Pietro, che dell’Idv è il leader. E il problema sono piattaforma e promotori della manifestazione.
Che fare, allora?
Bisogna rivedere il tipo di manifestazione programmata. Peraltro, in una fase come questa, in cui la situazione politica, sociale e morale del Paese è drammatica, tra sfiducia diffusa, scandali uno più grave dell’altro, e un presidente del Consiglio che misura tutte le sue mosse e i suoi atti solo sulla base del possibile consenso elettorale e in base ad esso pensa di poter fare qualsiasi cosa, puntare a delegittimare il Quirinale è assurdo. Il prestigio, l’autorevolezza e l’equilibrio di Napolitano sono il fondamento e il punto di riferimento di qualsiasi battaglia politica, per ilPd.



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