gwcached,7 gwcached,7
Principale - Intervista
11 maggio 2010

Il democentrico - intervento - il Riformista

Follini: Rigore e Lega, i due Tremonti

Gli studiosi si accapigliano intorno all'ipotesi che William Shakespeare non sia mai esistito. O almeno, che non sia lui l'autore dei suoi scritti. Se (forse) non è esistito nessuno Shakespeare, di Giulio Tremonti, invece, ne esistono almeno due. Uno è il rigoroso custode dei nostri conti pubblici. L'altro è il lord protettore del leghismo. Il primo ha eretto una sorta di monumento alla nostra stabilità finanziaria, e in nome di quella stabilità ha saputo difendere se stesso e il suo governo dall'assalto alla diligenza di tutti quelli che volevano spendere di più, a cominciare dal suo presidente del Consiglio. Il secondo dovrà prima o poi allentare i cordoni della borsa per finanziare il federalismo fiscale, dato che neppure Pangloss potrebbe pensare che una simile baracca la si riesca a mettere in piedi a costo zero.
I due Tremonti non vanno del tutto d'accordo, a dispetto delle loro fraterne intenzioni. Uno infatti è diventato europeista, e negli ultimi mesi lo abbiamo sentito parlare quasi come uno di quei tecnocrati che hanno passato il loro tempo a compulsare grafici e cifre in qualche ufficio di Eurolandia. L'altro insiste invece a vedere nei palazzi di Bruxelles e di Strasburgo i luoghi cupi e minacciosi dove si producono regole su regole che stanno tra l'inutile e il dannoso.
Al primo Tremonti va dato atto dei suoi meriti (tanto più da parte di chi, come il sottoscritto, non ha mai tifato troppo a suo favore). Se siamo rimasti ai margini della bufera finanziaria di questi tempi lo si deve anche alla serietà con cui ha saputo difendere il bilancio dello Stato.
Al secondo Tremonti occorre invece chiedere di tenere a freno la fantasia politica dopo che ha saputo imbrigliare il demone della sua antica fantasia contabile. Quando il Parlamento ha chiesto conto al ministro dell'Economia dei costi del federalismo fiscale i due Tremonti devono avere litigato. Il primo avrebbe forse voluto ammettere che il saldo dell'impresa non sarebbe stato proprio una passeggiata su un letto di rose, ma il secondo gli ha suggerito di tenersi sul vago, forse convinto che il fieno in cascina accumulato in questi mesi preziosi potrà servire alla bisogna non appena si tratterà di cominciare a spendere.
Occorre dare una mano al primo Tremonti. A maggior ragione se il secondo non ne sarà contento.


tag
economia   pd  
condividi
gwcached,7
gwcached,7
gwcached,7