
"Ancora una volta, si è persa l'occasione per una riforma davvero 'epocale' capace di superare le divisioni del presente e di guardare ai veri interessi dei cittadini". Lo dichiara la senatrice del PD Mariapia Garavaglia a proposito dell'approvazione in VII commissione, con il voto contrario del PD, della riforma universitaria, cosiddetta riforma Gelmini, ieri sera a Palazzo Madama.
"Alla fine - prosegue Garavaglia - è stato approvato un testo in cui l'autonomia tanto pubblicizzata viene compressa da un centralismo ministeriale-burocratico che è la negazione proprio dei propositi autonomisti. Con il dirigismo non può esserci valutazione del merito, così come, senza finanziamenti certi, possono essere svolte strategie. Le funzioni attribuite al CdA tradiscono poi una concezione aziendalista e mercantile dell'Università che è la negazione della cultura".
"L'elenco delle 'magagne' - prosegue la senatrice PD - è lungo. La peggiore è che ai ricercatori attualmente in servizio, che reggono gran parte delle attività accademiche, così come a quelli futuri non viene garantita la prosecuzione della carriera. Per questo, - conclude Garavaglia - il PD aveva chiesto 100 milioni all'anno per una programmazione pluriennale di posti di associato, perché dopo idoneità e abilitazione, i ricercatori avessero certezza sul loro futuro. Ma la verità è che troppi annunci dal governo sono stati traditi nel testo finale e per questo il PD non ha voluto prendere in giro nessuno, in particolare i giovani sul loro futuro, che poi è il futuro del Paese, ed ha votato contro".