
Questa manovra manca di disegno organico e non ci porterà da nessuna parte. Enrico Morando, senatore del Pd, è convinto che le misure di cui si parla serviranno a far cassa nell`immediato, ma non faranno uscire il paese dalla crisi. «Mancano del tutto le riforme strutturali» dice «solo in loro presenza i tagli acquistano un senso».
Ci fa un esempio di tagli che hanno un senso e dì tagli che non ce l`hanno? «Certo, io per esempio avrei accompagnato i tagli alla pubblica amministrazione con l`entrata in vigore della riforma Brunetta-Ichino che punta a premiare i meriti. E`
stata l`unica riforma bipartisan approvata da questo esecutivo: ora viene messa da parte per questioni di cassa. Se così non si fa, che senso ha bloccare i contratti? Quando la misura cesserà di produrre i suoi effetti i costi lieviteranno e i benefici spariranno».
Si parla però di reintroduzione della tracciabilità dei pagamenti contro l`evasione. Non le sembra un passo in avanti nella lotta al sommerso? «A quella misura ci aveva già pensato il governo Prodie meno male se adesso si sono resi conto che era giusta. Ma anche qui non si aggredisce il problema: vogliamo fare
cassa? Allora ripristiniamo l`Ici sulle case di lusso, reintroducendo quell`unico pezzettino di patrimoniale rimasto nel nostro sistema fiscale.0 ancora, alziamole aliquote per chi fa rientrare i capitali dall`estero».
Sarebbe risolutivo per salvare il Paese? «No, per salvare il Paese bisogna prendere coraggio e attaccare il vero nodo della questione: questa crisi non è legata alla speculazione, ma alla mancanza di competitività».
Lei ha un`idea coraggiosa in proposito? «Sì, utilizziamo l`energia delle donne: se le donne continuano a restare fuori dal lavoro questo paese non andrà da nessuna parte e non crescerà. Per far sì che la loro partecipazione cresca riformiamo il fisco a loro vantaggio: abbattiamo l`Irpef sul reddito da lavoro femminile. Questa sì che sarebbe una riforma strutturale».
Altre? «Le liberalizzazioni, per esempio: approfittiamo della manovra per ridisegnare il paese. Poi certo, bisogna anche fare tagli che abbiano conseguenze immediate, ma se non li inseriamo in progetti per il futuro, i problemi resteranno irrisolti».