
In Commissione bicamerale il cammino verso il federalismo fiscale sembra ancora lungo. Almeno a quanto dice il senatore del Pd, Lucio d`Ubaldo, componente della bicamerale e 'mosca bianca' del partito di Bersani e che, al contrario del suo gruppo, ha un approccio molto prudente alle riforme e di conseguenza un atteggiamento piuttosto critico nei confronti delle posizioni unitarie. Federalismo demaniale, sanità regionale e Roma Capitale sono gli scogli più grandi. E per la riforma degli enti locali. Ci sono elementi fortemente craxiani nel voler rafforzare le province e tagliare gli enti inutili come i consorzi e le comunità montane". Per dieci anni Segretario generale dell`Anci, D`Ubaldo ha le idee chiare su quale potrebbe essere il cammino più semplice verso il federalismo che si auspica in bicamerale.
Senatore, dopo il voto favorevole dato in commissione al federalismo demaniale, quali saranno i prossimi passi? Entro agosto dovrà essere votato un provvedimento per Roma Capitale. Ma oltre a questo, il ministro deve ancora presentare uno schema dettagliato prima di affrontare nuove questioni. Troppe battute e pochi fatti. E così si
rischia di allungare i tempi e non arrivare a nessun punto di inizio serio.
In che senso? State aspettando ancora che il ministro vi indichi le linee guida intorno a cui improntare il lavoro in Commissione? Le difficoltà sono tante e grandi. Il ministro ci deve indicare i pre-fattori, che principalmente sono determinati dalla quantificazione dettagliata del fabbisogno, non basandola, secondo me, sull`indicatore di spesa storica ma di spesa standard, per poi applicare una valutazione di fabbisogno, ma basata piuttosto sul finanziamento standard e non sul costo. Non sono solo io a dirlo ma anche chi studia da sempre queste cose come Francesco Longo, del Cergas-Bocconi.
Ovvero? Crede che ci siano dei difetti alla base della valutazione iniziale del fabbisogno? Per calcolare i costi standard e allinearli alle molteplici variabili, territoriali e strutturali, se non
impossibile, ci vorrebbero molti anni di studio. Per amministrare un sistema basato sui costi standard, ci vorrebbe la bacchetta magica.
E il Pd? In Commissione come si è schierato? Il partito è, in estrema sintesi, diviso in due. Da un lato gli "emiliani" e dall`altro gli esponenti del Nord. I primi più aperti alla discussione sul metodo di studio delle finanze e del fabbisogno, dall`altro quelli che vorrebbero, con basi teoriche discutibili ma pur sempre di una certa rilevanza teorica, costruire un centro sinistra
federalista come alternativa alla Lega. Ma e me sembra che
questo atteggiamento non abbia, finora, portato buoni risultati a livello di consenso...
Le province saranno abolite alla fine? Credo proprio di no. Anzi. La strada maestra è quella della Lega. Rafforzamento delle province e abolizione degli enti come comunità montane, consorzi agricoli, etc etc. Insomma, quella compressione dei Comuni a vantaggio delle province, così come la teorizzò anni fa Bettino Craxi.
E su Roma Capitale? Arrivano i 500 milioni strutturali oppure no? Si sta pensando al modo di rendere stabili i 500 milioni annui per la città di Roma. Il Campidoglio ha bisogno di risanare il buco di circa 9 miliardi accumulato negli anni e insieme ha la necessità di nuovi investimenti per rilanciare e mantenere le politiche intraprese e da intraprendere. Con il federaliamo demaniale non si può coprire tutto. L`idea è quella di passare il debito alla Cassa Depositi e Prestiti. Ma le rate del mutuo chi le pagherà? E gli interessi? Ci vorranno più o meno 20 anni, usando i 500 milioni solo per risanare il buco.