gwcached,7 gwcached,7
Commissione 12 - Sanità - Intervista
27 maggio 2010

Sanità - intervento - la Stampa

Veronesi: Le mie lezioni anticancro in Madagascar

Il cancro è una maledizione o una punizione divina che possiamo solo accettare con rassegnazione. Noi pensavamo così non più tardi di cinquant`anni fa e oggi ne è ancora convinta la popolazione africana. Ho sperimentato come
questo atteggiamento culturale sia un enorme ostacolo allo
sviluppo di cure adeguate, in Madagascar, dove sono stato chiamato dal governo per mettere a punto un programma
di lotta al cancro.
Come in tutti i Paesi africani, i tumori fino a poco fa erano di scarso rilievo perché la popolazione era falcidiata dalle malattie infettive, prima fra tutte
la malaria, e dalla fame. Oggi in alcuni Paesi il cancro diventa più frequente e si presenta nella gravità umana e sociale che noi dei Paesi occidentali ben conosciamo. Per questo il governo di Antananarivo si è rivolto a me, sapendo l`impegno della mia Fondazione, perché facessi il
regista di un piano antitumore che sia insieme
scientifico e culturale.
La Fondazione, sin dalla creazione sette anni fa, si è posta come obiettivo la disseminazione della cultura scientifica nei Paesi emergenti come atto umanitario
e anche come presupposto imprescindibile del processo di
pace, a cui noi profondamente crediamo. Per questo non ho esitato ad accettare questo impegno ambizioso e difficile e ho chiesto ai miei collaboratori dell`Istituto europeo
di Oncologia di affiancarmi, per mettere in piedi un programma di prevenzione, terapia, organizzazione
e soprattutto formazione dei medici e operatori. Le scelte che abbiamo fatto con il governo sono state da subito molto coraggiose. Si è deciso di dare priorità alle donne. Sono loro infatti l`anima e la colonna portante della famiglia, che è a sua volta il perno su cui ruota la società. Quando una donna è colpita dalla malattia, il sistema si sgretola più facilmente. Dunque si è deciso di avviare la lotta al cancro del collo dell`utero, che
causa in Madagascar circa 5000 morti all`anno, e
poi del seno, che ne provoca circa 6000. Per il seno
abbiamo pensato a una grande campagna di sensibilizzazione per cancellare l`atteggiamento di fatalismo e di rimozione e avvicinare le donne alla diagnosi precoce, che, sappiamo, può salvare la loro vita. Per il tumore del collo dell`utero abbiamo deciso di applicare le tecniche più avanzate di prevenzione: la vaccinazione contro il virus dell`Hpv (che è la prima causa di questo tumore)
per le ragazze e lo screening con l`Hpv test a partire
dai 30 anni.
Per le donne che risultano positive al virus, prevediamo un controllo con pap test annuale. Con queste azioni pensiamo di ridurre drasticamente la mortalità per i due killer femminili nei prossimi dieci anni. Contiamo che non sarà troppo difficile convincere le donne ad aderire al nostro programma, mentre culturalmente il tema
più complesso appare quello di creare velocemente
una preparazione adeguata fra i medici. A questo
livello abbiamo creato un`intesa fra lo Ieo e l`istituto francese Gustave Roussy perché venga strutturato un programma di formazione in grado di creare tecnici per la diagnosi precoce, chirurghi e radioterapisti.
Una della maggiori novità del progetto è l`applicazione
estensiva della telemedicina: i tecnici africani prepareranno i vetrini, che saranno poi letti e diagnosticati dai patologi di Milano e Parigi attraverso le telecomunicazioni visive a fibre ottiche. Il piano prevede anche nel futuro la costruzione di un centro oncologico nella capitale, che si ispirerà allo leo. Il costo dell`operazione è di circa 22 milioni di euro a cui contribuiranno, insieme con donatori privati africani, anche l`Oms, la Banca Mondiale degli investimenti e la mia Fondazione. Io penso che i Paesi ricchi abbiano il dovere
morale di intervenire sugli squilibri e le ingiustizie
sociali del resto del mondo e credo ci faccia onore il fatto che dal Madagascar abbiano pensato di chiedere scienza e cultura a noi italiani.


tag
stampa  
condividi
gwcached,7
gwcached,7
gwcached,7