
"Il Ministro Bondi dovrebbe considerare che il decreto sulle Fondazioni Lirico-sinfoniche si presta a molteplici profili di illegittimità per la pesante ingerenza sulla contrattazione collettiva operata dal Governo". Lo dichiara il senatore del Pd Antonio Rusconi, capogruppo in Commissione Istruzione, nel corso del suo intervento per illustrare la pregiudiziale di costituzionalità sul decreto Fondazioni lirico-sinfoniche. "Innanzitutto, il taglio di una parte della retribuzione integrativa, operato mediante decreto-legge, è una disposizione senza precedenti. In secondo luogo, la previsione che il contratto collettivo nazionale di lavoro delle fondazioni lirico-sinfoniche sia sottoscritto tra una delegazione datoriale, avvalendosi della collaborazione dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni (ARAN), e poi sottoposto al controllo della Corte dei conti, appare del tutto incongrua, dato che non ci si trova di fronte ad enti pubblici".
"Queste norme - continua Rusconi - assieme al divieto di assunzione di personale amministrativo, artistico e tecnico, anche in adempimento di obblighi di legge, comportante aumenti del contingente numerico del personale o al divieto di rinnovi dei rapporti di lavoro che, in base a disposizioni legislative o contrattuali, comporterebbero la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, ledono fortemente l'autonomia delle fondazioni lirico-sinfoniche e violano manifestamente l'articolo 33, comma 6, della Costituzione, che assicura alle istituzioni di alta cultura, alle università e alle accademie, il diritto di darsi ordinamenti autonomi". Anche i parlamentari del PDL della Camera dei deputati, Fabio Granata ed Emerenzio Barbieri, componenti del PDL della Commissione cultura, poche ore fa, hanno rivolto un appello al Ministro, con il quale chiedono di modificare il decreto sulle fondazioni liriche e di scegliere la via del disegno di legge. Le sembra Ministro, una richiesta tanto insensata?"