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Commissione 07 - Istruzione - Comunicato stampa
16 giugno 2010

Fondazioni lirico-sinfoniche

Procacci: "Il governo non pensa alla crescita del Paese ma solo ai tagli"

"Le fondazioni, tra cui il Petruzzelli, sono il nostro fiore all'occhiello"

"Il fatto di inserire il teatro Petruzzelli nei 13 emendamenti quante sono le fondazioni lirico-sinfoniche del Paese assume un significato particolare. Sarebbe stato bello se ognuno di noi fosse intervenuto in Aula usando il proprio dialetto. Sono stato tentato a farlo e le orecchie degli amici leghisti avrebbero titillato". Il senatore del Pd Giovanni Procacci interviene così sul decreto Fondazioni liriche in esame al Senato. "E' grande la ricchezza e la varietà culturale del nostro Paese - continua Procacci - mentre, al contrario, è assente una strategia di rilancio delle strutture in questione, che rappresentano uno dei punti di massima valenza e di massimo prestigio culturale del nostro Paese". "Alla vigilia della manovra finanziaria, l'accusa che da più parti viene rivolta al governo è che, con essa, si operano tagli senza pensare a come produrre la crescita. Uno dei settori più importanti che costituisce l'identità culturale e civile del nostro Paese è costituito proprio dalla cultura, dai beni artistici e dalla lirica. Le fondazioni sono il nostro fiore all'occhiello. Eppure - sottolinea Procacci - invece di trovarci davanti ad una strategia di crescita e di rilancio, ci troviamo dinanzi ad una logica che si adagia esclusivamente sui tagli". "Voglio sottolineare, tra l'altro, che il decreto-legge sulle fondazioni lirico-sinfoniche risale a prima dello scoppio dell'emergenza finanziaria. È chiaro che si deve mettere riordino nel settore giusto, ma un settore così delicato come quello in esame non può essere assolutamente affrontato attraverso la sola logica dei tagli. Il Governo e la maggioranza ci devono dire come, accanto ai tagli, intendono rilanciare un settore che costituisce una delle identità più importanti del nostro Paese e che può rappresentare, dal punto di vista economico, anche un grande strumento di crescita".
"Per questo motivo - continua Procacci - abbiamo presentato 13 emendamenti che hanno un valore simbolico. Il Governo e la maggioranza devono assumersi le loro responsabilità ed essere consapevoli, fino in fondo, delle scelte che vanno ad adottare in un settore che viene mortificato a causa di un decreto-legge che non gli dà ossigeno". "Sono argomenti e punti - conclude Procacci - di altissima qualità del nostro Paese, che prescindono dalle maggioranze e costituiscono un valore per tutti e per il patrimonio culturale, artistico e civile del nostro Paese".


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cultura  
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