
“Il Senato vota il decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche, un testo che se approvato anche dalla Camera, porterebbe all’inevitabile declassamento del Maggio Musicale. Il governo infatti ha bocciato anche gli emendamenti che prevedano uno stanziamento di 10 milioni di euro alla Fondazione e la defiscalizzazione dei contributi delle imprese e dei privati”.
Lo ha dichiarato il senatore Andrea Marcucci (PD), segretario della commissione cultura di Palazzo Madama, intervenendo in aula per esprimere il voto contrario del Partito democratico.
“Il caso del teatro di Firenze è particolarmente eclatante, non solo per la sua storia e per la qualità della sua produzione musicale ma anche per l’investimento che lo Stato ha fatto per il nuovo Auditorium- ha spiegato il parlamentare- è chiaro che il continuo taglio delle risorse del Fus, insieme alle norme contenute nel decreto, significherebbe la messa in mora definitiva del Maggio Musicale. E’ una giornata davvero triste per la cultura del Paese, non vi era alcun motivo di urgenza e di necessità per procedere nella direzione di un decreto. Il governo ha anche disatteso l’impegno preso con il presidente della Repubblica, infatti in commissione ed in aula non c’è stata alcuna significativa convergenza con le proposte delle opposizioni. Si è deciso di tagliare pesantemente il rubinetto dei contributi pubblici e al tempo stesso non sono stati previsti meccanismi di incentivazione fiscale per le imprese. Sarà certamente molto più difficile per il sindaco Renzi e per la soprintendente Colombo, chiedere agli industriali di Firenze e della Toscana di partecipare al finanziamento del Maggio Musicale. Per il profilo di incostituzionalità del decreto e per le molte incongruenze, ci auguriamo che la Camera possa intervenire con modifiche sostanziali su un testo che oggi è francamente imbarazzante e che porterebbe alla dismissione dei più importanti teatri lirici del nostro Paese”.