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Commissione 01 - Affari costituzionali - Intervista
30 giugno 2010

Articolo 41 - intervento - il Riformista

Ceccanti: Liberalizzare si può grazie all'articolo 41

Berlusconi ha promesso r nuove liberalizzazioni dopo la modifica dell`art. 41 della Costituzione, "cattocomunista". Specularmente alcuni antiliberalizzatori sostengono che l`art. 41 non va toccato. Ciò deforma la realtà. Alla Costituente i tentativi più statalisti, a cominciare da un emendamento
Montagnana, furono battuti. In realtà gli statalisti dovrebbero chiedere di modificare il 41 con gli emendamenti bocciati e Berlusconi, se volesse liberalizzare, dovrebbe affermare la continuità con l`economia sociale di mercato del 41, col dc Taviani e il socialdemocratico Ruini. L`unica apparente eccezione fu per l`emendamento Einaudi contro i monopoli, che fu respinto perché si riteneva che fosse più efficace l`indicazione di uno strumento, la possibile nazionalizzazione dei monopoli (che fu messo nell`art. 43). Del resto Einaudi aveva parlato di «pubblico controllo a mezzo di amministrazione pubblica delegata o diretta» dei monopoli, non aveva immaginato un`authority...
Ora, grazie a Cesare Pinelli e Tiziano Treu, che hanno curato per Astrid e Il Mulino il Volume "La Costituzione economica: Italia, Europa", la dimostrazione si completa. I curatori spiegano che il vincolo dell`«utilità sociale» a cui è assoggettata nel 41 la libertà d`impresa «può ben riferirsi alla concorrenza» e alla sua tutela. Come scrive Di Gaspare, secondo l`art. 41 «la politica del lavoro»
della Repubblica «è necessariamente, e in primo luogo, una
politica pro-concorrenziale» in quanto solo così «può rimuovere gli ostacoli all`uguaglianza», l`utilità sociale della libertà di iniziativa economica «è insita nel suo svolgersi in concorrenza». Anche i «programmi e controlli»
del 41 sono stati erroneamente interpretati in modo «estensivo come la base costituzionale della programmazione economica nazionale» che ne era solo, in un determinato periodo, una delle forme possibili. Quel richiamo è una matrice di forme le più varie: perché dobbiamo ritenere più fondate quelle più stataliste? Non è
quindi un abuso se la legge istitutiva dell`Autorità garante della concorrenza si autoqualificasse «in attuazione dell`art. 41 della Costituzione». Il contributo specifico di Pinelli ha poi il merito di confutare la chiave di lettura sostenuta congiuntamente da vari statalisti nostrani e da ultras liberisti secondo cui le liberalizzazioni che abbiamo avuto sarebbero state possibili solo perché le norme della Costituzione economica sarebbero state soppiantate, più o meno abusivamente, da Trattati europei liberisti, come nel volume ripropone l`unica voce dissonante, quella di Cesare Salvi.
I padri dell`Europa erano anch`essi sostenitori dell`economia sociale di mercato e avevano immaginato «una divisione del lavoro» con una logica convergente tra ordinamenti generali (gli Stati) e ordinamenti parziali rivolti ad ampliare il mercato (le Comunità europee): questi ultimi in modo incrementale assicuravano la convivenza pacifica dei primi e la loro integrazione. La valorizzazione dell`uguaglianza sostanziale non è stata
affatto scardinata dalla convergenza europea, che, sostenendo la crescita di economie integrate, ha finito per accrescere le risorse disponibili e per renderla quindi più praticabile. Solo con un astrattissimo "formalismo" giuridico si possono sostenere posizioni che approdano al nazionalismo costituzionale, all`idea di uguaglianza in un solo Paese. Invece, se si adotta, come è possibile «un criterio di interpretazione
orientata alle conseguenze» si capisce che c`è stata «un`opera di armonizzazione reciproca» e che in realtà l`Europa ha messo in crisi scelte legislative operate «con un`attuazione selettiva e in parte distorsiva» della Costituzione, una lettura «classista delle norme sul lavoro» (Treu e Pinelli). Anche il riconoscimento dei diritti sociali nella Carta di Nizza è quindi il coronamento di questa convergenza.
Ciò consente anche di fare una puntualizzazione su quanto
scritto da Peruzy sul Foglio sull`esigenza di "new left" europea. Giusto, ma cosa vogliamo europeizzare? Politiche stataliste simile a quelle degli anni 70 o politiche simili a quelle della Terza via, debitamente aggiornate negli strumenti? Il meritorio volume ci indirizza sulla seconda strada, l`unica che è contemporaneamente fedele all`arti. 41 e storicamente praticabile.


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riforme costituzionali   economia  
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