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Commissione 08 - Lavori pubblici - Interpellanze
30 giugno 2010

Terremoto

Gasbarri: "Governo chiarisca su mancata evacuazione Aquila"

"E' urgente, oltre che necessario, che il Governo faccia doverosa chiarezza sugli ingiustificabili eventi che hanno portato la Commissione Grandi Rischi e il Dipartimento della Protezione civile ad abdicare alle loro proprie 'attività di previsione e di protezione delle varie ipotesi di rischio' (art 3 legge n 225) in riferimento a quanto accaduto in occasione del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile del 2009". Lo chiede in un'interpellanza urgente indirizzata al Presidente del Consiglio il senatore del Pd Mario Gasbarri che nel documento ripercorre con scrupolosa attenzione gli eventi fino a giungere alla decisione della procura della repubblica dell'Aquila del 3 giugno 2010 che accusa di omicidio colposo i membri della Commissione Grandi Rischi che il 31 marzo 2009, sei giorni prima del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile, parteciparono ad una riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese. Tra gli indagati, sette persone in tutto, ci sono i vertici della Commissione Grandi Rischi e il vice capo del Dipartimento della Protezione civile, nell'ambito dell'inchiesta sulla mancata evacuazione della città prima del terremoto del 6 aprile 2009.
Nel documento in particolare si evidenzia che: "Il giorno successivo alla sua convocazione, il 1º aprile, la Commissione Grandi Rischi ha tenuto a L’Aquila una conferenza stampa nel corso della quale tutti i componenti la Commissione hanno ritenuto fondamentale sottolineare la imprevedibilità dei terremoti, ribadendo quanto espresso nella riunione del 31 marzo (“Improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta” (Boschi, nel verbale); che queste dichiarazioni sono state tradotte, soprattutto dal Dipartimento della Protezione Civile (varie interviste e comunicato affidato a Isoradio il 1° aprile 2009) in un atteggiamento ingiustificatamente tranquillizzante, dietro il quale era chiaro l’obiettivo predeterminato di “sedare” l’inquietudine della popolazione; che il Capo Dipartimento della protezione civile ha così ottenuto ciò che aveva chiesto alla Commissione Grandi Rischi ovvero un’affermazione, per altro scontata, circa la imprevedibilità dei terremoti, da offrire ai media, veicolando assieme ad essa un messaggio tranquillizzante; che se i risultati della Commissione Grandi Rischi fossero stati attentamente interpretati, le conseguenze, sulla base del ben noto principio di precauzione, forse sarebbero state diverse".
"Ad oggi - conclude Gasbarri - i cittadini dell'Aquila ancora non sanno perchè chi era preposto a garantire la loro sicurezza non ha esplicato fino in fondo il proprio compito e tutti gli italiani si chiedono perchè alcuni di loro ancora oggi sono li a ricoprire indegnamente quell'incarico. A questo punto chiarezza è necessaria soprattutto quale segno di rispetto nel confronti delle popolazioni colpite dal sisma".


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lavori pubblici   terremoto   abruzzo  
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