
"Oggi a manifestare per le piazze di Roma contro la manovra non c'erano folli urlatori facinorosi ma cittadini comuni, imprenditori, commercianti, pensionati, studenti, lavoratori, rappresentanti delle istituzioni locali, delle parti sociali ma anche di Confindustria e della Confapi. Insomma, cittadini abruzzesi uniti contro una manovra che ignora la difficoltà di vita, umana e materiale, che impedisce loro di tornare a pagare regolarmente le imposte". Lo dichiara il senatore del Pd Giovanni Legnini, questa mattina in piazza con gli abruzzesi, che così continua: "Ci appelliamo nuovamente al governo e alla sua maggioranza perché si prosegua il lavoro comune che ieri ha portato a ripristinare la zona franca urbana de l'Aquila e a raddoppiare i fondi, portandoli da 45 a 90 milioni di euro. L'appello è rivolto al governo affinché si ricreda e valuti seriamente gli emendamenti del Pd bocciati dalla maggioranza in Commissione bilancio, che prevedono di sospendere le tasse per tutti gli abruzzesi colpiti dal terremoto fino, almeno, a dicembre 2010 e di prevedere la rateizzazione per dieci anni, e non per cinque, con la riduzione del 40 per cento".
"E' davvero incomprensibile che il governo si accanisca sulle popolazioni colpite dal terremoto e decida di tartassarle con tasse e imposte che ancora non sono in grado di pagare. Serve invece un lavoro comune, tra maggioranza e opposizione, per sostenere quella parte di popolazione oggi più in difficoltà. È questa - conclude Legnini - la chiave per far sì che L'Aquila torni al più presto alla sua normale vita e a contribuire in modo prezioso al rilancio economico e produttivo del Paese".