
Ancora una volta, negli ultimi giorni, è stato invocato
l`intervento da parte del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano. Ancora una volta, ancora oggi, si parla del Quirinale a proposito di un emendamento
scudo inserito nel disegno di legge Alfano.
Comune denominatore di oggi, domani e ieri è e sarà la
preoccupante incapacità delle forze politiche di entrambi gli schieramenti di risolvere adeguatamente la profonda crisi che sta attraversando il nostro sistema politico e più in generale la democrazia italiana. Certo, a parere delle recenti cronache politiche europee, il nostro non è l`unico sistema parlamentare europeo ad attraversare questa difficile fase di transizione. Scandali finanziari
e politici, inadeguatezze delle classi dirigenti, spinte secessioniste, avanzamento delle forze xenofobe, sono solo alcune delle rappresentazioni della malattia che sta attraversando la vecchia Europa, una malattia che va fermata e per farlo va correttamente diagnosticata.
Qui da noi c`è chi dice che la crisi del sistema parlamentare e la spregiudicatezza dell`attuale
maggioranza di governo siano tali da richiedere alle forze
di opposizione un cambio di passo, un diverso atteggiamento all`interno delle Camere e, conseguentemente, un interventismo (io lo chiamo così, altri parleranno di protagonismo) da parte del presidente della Repubblica a difesa una volta della libertà di stampa, una volta per ridisegnare equilibri politici,
domani chissà.
Ma in questa maniera, lo torno a ripetere, non si fa che
assecondare la degenerazione della democrazia di questo
Paese.
11 presidente della Repubblica rappresenta i cittadine e
tutte le forze politiche, vigila sulle istituzioni.
11 presidente della Repubblica rispetta il suo mandato interpretando correttamente, come continua a fare da mesi tra mille difficoltà, la Costituzione con i poteri e i limiti che essa prevede per la sua carica.
Chi invoca incessantemente un suo intervento forse non
conosce abbastanza bene la Costituzione, oppure soffre di
momentanea amnesia oppure, ancora, giustifica e asseconda
la propria impotenza politica delegando ad altri responsabilità che sono al contrario tutte da assumere. Credo che solo uscendo da queste dinamiche l`opposizione parlamentare potrà ritrovare il senso di sé stessa e immaginarsi nuovamente proiettata nella società.
L`opposizione a questa manovra economica va tradotta in
Parlamento ma anche e soprattutto fuori, nelle scuole, tra i pendolari, negli ospedali e in tutti i luoghi di sofferenza del nostro Paese. Se così riusciremo a fare probabilmente risulterà più facile gioire delle vittorie
laddove ci saranno ed elaborare le sconfitte (pensiamo
alla recente vicenda di Pomigliano) quando cadranno sulle
nostre teste!
E solo nell`interpretarle correttamente riusciremo a
contattare quel senso della realtà che a volte nelle Aule del Parlamento sembra perdersi.
Solo rispettando le regole della democrazia la si compie.