
Quella di ieri è una pagina nera che verrà ricordata con
altrettanto dolore, ma forse con più rabbia di quella che un anno fa ha distrutto migliaia di vite. Dopo il danno c`era da ricostruire, aiutare, incoraggiare, motivare,
invece è arrivata la beffa.
A distanza di un anno sono arrivati a Roma con pullman,
macchine e treni i sopravvissuti alla tragedia aquilana per manifestare e ricordare pacificamente alle istituzioni e al governo di avere pazienza ancora, di rimandare
l`avvio delle restituzione delle imposte sospese, l`avvio del pagamento di quelle ordinarie, per non soffocare di debiti per pagare le tasse!
Erano venuti a chiedere giustizia, non pietà, per chi ormai da oltre un anno non ha più nulla. Sono la testimonianza vivente di quanto ancora c`è da fare per
quelle terre, di quanto il governo li abbia pasciuti solo di promesse per poi abbandonarli dicendo al paese che si era già fatto tutto.
In cinquemila hanno lanciato con forza per l`ennesima volta un grido per la sospensione delle tasse, l`occupazione, il sostegno all`economia: senza bandiere o striscioni di partito, ma con solo due colori predominanti
- il verde (della speranza) e il nero (del lutto per il terremoto del 1703), i colori della città de L`Aquila
- a rappresentare tutto quello che resta: speranza e lutto.
Si sono ritrovati a piazza Venezia nel centro della Capitale a manifestare contro le stesse persone che
avevano promesso loro di restituirgli i diritti, contro quegli angeli che un anno prima, tra le macerie, avevano
faticato, pianto e sperato con loro per recuperare ciò che era rimasto, per estrarre i corpi dei loro figli, familiari, amici.
La mancanza di politica, di dialogo, di collaborazione ha fatto sì che quegli stessi uomini, con gli stessi simboli sui cappelli e le loro divise abbiano malmenato e spintonato creando terrore e sgomento tra i cordoni dei manifestanti inermi. Ma chi e perché ha dato loro questo
ordine? E perché? Seguiranno indagini e inchieste, poco importa ormai. Tutto questo mentre il Palazzo è rimasto chiuso dentro ai suoi privilegi, senza guardare oltre il cortile dove sono parcheggiate le auto blu, oltre le aule rinfrescate dall`aria condizionata. Senza che nessuno in
quella situazione abbia pensato alle conseguenze o agli effetti sugli animi di chi stava protestando perché
senza lavoro, casa, senza qualche figlio o parente o amico perché deceduto, dovrà tornare a pagare le tasse. E a continuare a non sapere nulla della ricostruzione. Non credo ci sia rimasto altro che piangere per un governo come quello Berlusconi che trova i soldi per inventarsi un
nuovo ministero e nuovi privilegi di casta e dimentica di sostenere nella speranza di ripartire un popolo fiero
che ha dato tanto.
Ps. Alle 19,30 palazzo Chigi diramava un comunicato nel quale si afferma che le tasse verranno restituite
in 10 anni (e non 5 come ora previsto) come il Pd chiede da un anno: diventerà legge il comunicato? E quando?