
"La debolezza più grave della manovra è la mancanza di ambizione e coraggio dimostrata anche dall'intenzione di porre l'ennesima questione di fiducia. Mancanza di coraggio nell'affrontare nel merito le contraddizioni della maggioranza e con argomenti di merito le proposte dell'opposizione. Il Pd vuol togliere ogni alibi a questa scelta ed è disponibile a ridurre a 25 gli emendamenti da discutere in aula. Sono quelli che configurano la manovra alternativa pensata dal Pd. Il governo e la sua maggioranza dovrebbero avere il coraggio di giudicarli di fronte all'opinione pubblica e di spiegare i motivi del diniego. Diranno di no? E' l'ennesima prova della stanchezza di un governo che non corrisponde più agli interessi del paese". Lo dice il senatore del Pd Paolo Giaretta, relatore di minoranza della manovra, che così continua: " La manovra non affronta nessuno dei problemi del Paese, governato per 10 degli ultimi 16 anni da Berlusconi. L'Italia ha un debito al 1185 del Pil, la pressione fiscale al record storico del 43,2%, è ormai al 41° posto nella classifica del World Economic Forum per la competitività, negli ultimi due anni il Pil è calato a livello di dieci anni fa e si è avuto un calo di quasi il 20% per gli investimenti fissi nell'industria. Questi - continua Giaretta - sono dati, fatti. Ma il governo con questa manovra non affronta nemmeno uno di questi problemi. Il Pd vuole farlo e ha messo in campo proprio una proposta alternativa. Basata su tre pilastri. Il primo: il fisco. È necessario alleggerirlo su famiglie e imprese. Il secondo: è la spesa pubblica. Va ridotta la spesa corrente improduttiva. Ma non è pensabile un così forte squilibrio tra centro e periferia: il sistema delle autonomie locali dovrebbe contribuire con 14,8 miliardi, i ministeri con 3,4 miliardi. Lo Stato che non sa controllare la propria spesa scarica sulla periferia le proprie inadempienze. Infine il terzo pilastro. Misure per lo sviluppo. I fondi mobilitabili sono ridotti ed occorre concentrarsi in alcuni settori strategici. Il credito d'imposta per la ricerca e per il Mezzogiorno va liberato dalla famigerata esperienza del click day. Sostegno alla green economy. Realizzazione della banda larga. E' indispensabile agire sul Patto di Stabilità interno almeno per le politiche di investimento, liberando energie finanziarie disponibili che rapidamente si trasferirebbero sulla domanda di opere pubbliche di pronta cantierabilità. Proponiamo un Piano straordinario di interventi a sostegno dell'autonomia finanziaria per le giovani generazioni e misure fiscali per incentivare il lavoro femminile. Se - conclude Giaretta - non si mobilitano le tre grandi risorse inespresse: Mezzogiorno, giovani e donne è improbabile riacquistare un sufficiente ritmo di crescita".