
"Con la manovra il governo vuole solo aggravare le carenze della giustizia, aggiungendo al taglio di oltre 327 milioni di euro della precedente finanziaria, quello di altri 140 milioni di euro, per poi indebolire la credibilità della giurisdizione e dei giudici, incurante dei gravi pregiudizi per la sicurezza e la tutela dei diritti per i cittadini". Lo afferma la sen. Silvia Della Monica, capogruppo Pd in commissione Giustizia intervenendo in aula sulla manovra economica.
"Non è un caso - spiega - che il Ministro della Giustizia abbia cercato di utilizzare la manovra economica per ridimensionare le funzioni del giudice togato civile, trasferendole ad 'ausiliari' della giustizia estranei all'ordine giudiziario e al sistema delineato dalla Costituzione. Giudici nei confronti dei quali, come si è appreso dalla stampa in questi giorni, esponenti del Governo, più che sospetti di legami con mafia e camorra, e parlamentari della Pdl, con frequentazioni poco raccomandabili quale quella dell'uomo dei misteri d'Italia, il faccendiere e pregiudicato Flavio Carboni, hanno cercato di spendere influenze e condizionamenti".
"La reazione del Pd - conclude Della Monica - è stata ferma e decisiva e ha indotto il governo a ritirare l'indecente emendamento Alfano, che oltre ad aggravare i problemi della giustizia civile, ne avrebbe aumentato i costi, ritardando ulteriormente i tempi di definizione dei processi, con il più che legittimo sospetto avanzato dal Pd che questo potesse servire a prendere tempo anche nel processo di appello Mondatori - Cir, aggiungendo il possibile vantaggio a quello di un'altra recente norma ad personam, approvata con il decreto incentivi e perfezionata con la manovra economica: l'estinzione del contenzioso tributario per il lodo Mondadori con il pagamento del solo 5% del dovuto".