
Ha ragione Hannah Arendt: «Esiste una banalità del male, quelli che Berlusconi definisce "4 pensionati sfigati" sono dei mostri ma sono anche banali», dice Anna Finocchiaro. «Mostri cresciuti all`ombra di un potere che è sottratto al controllo democratico».
Iniziamo dalla fine, Cosentino si è dimesso dal governo ma resta coordinatore Pdl in Campania. II caso è chiuso? «Cosentino sfugge al voto parlamentare sulle sue dimissioni, ma la questione politica resiste nella sua interezza. La questione penale non è affar nostro. Noi avevamo chiesto le dimissioni di Cosentino, sia alla Camera che al Senato, più volte, anche se per ragioni diverse dalle attuali. Non c`è stato niente da fare. Ora esiste e resiste una questione politica che riguarda
Nicola Cosentino coordinatore campano del Pdl, così come c`è una questione che riguarda Denis Verdini coordinatore nazionale».
Lei ha chiesto al premier di venire a parlare in Aula. Perché? «Deve venire a spiegare quale sia lo stato della Repubblica. Dalle inchieste sulla Protezione civile alle dimissioni del ministro Scajola, a quelle del ministro Brancher, fino ad oggi, con l`inchiesta detta sull`eolico, negli ultimi mesi è venuta a galla una serie di vicende che descrive un vero e proprio sistema di potere: il presidente del consiglio deve spiegare quale sia la ragione - che evidentemente porta con sé una responsabilità politica per cui importanti esponenti del Pdl e figure istituzionali (dai sottosegretari al capo dell`ispettorato del ministero della Giustizia) si mettono intorno a un tavolo, anche con personaggi molto discutibili, per esercitare funzioni di consiglio, di suggerimento, persino di condizionamento delle nomine
ai vertici della magistratura e di scelte che sono di pura natura istituzionale. Non è affare nostro la questione
penale, di questo si occupa la magistratura. Invece interessa cosa dice il presidente Berlusconi di questa
che è una vicenda tutta politica».
Solo 4 pensionati sfigati? «Eh no, sono persone di primo piano, Cosentino e Verdini che fanno i cospiratori con personaggi come Flavio
Carboni o come il geometra Lombardi. Cosa ha a che vedere il geometra Lombardi con le decisioni che spettano alla Consulta o al Csm? Il fatto che non arrivino al risultato non è affar mio, mentre ci riguarda sapere perché,
se Berlusconi sapeva, non ha interrotto queste pratiche».
Nelle carte dell`inchiesta il premierè citato come "Cesare" o "supremo". Ma questo non pone un problema sul capo del governo? «Certo che lo pone ed è per questo che gli chiediamo di venire in Aula. Il fatto che il coordinatore del partito
che esprime il presidente del Consiglio e la maggioranza parlamentare, si accompagni a quei personaggi, o che vi siano "new entry" che alzano il telefono e cercano di influenzare i giudici della Corte costituzionale,
questo, per Berlusconi, che lo sapeva, ha una rilevanza politica o no?».
Il premier fa quadrato intorno a Verdini. «Cene e incontri in autogrill per condizionare la Corte sul Lodo Alfano. E' una cosa enorme, ed è nell`interesse
dello stesso Berlusconi venire in Senato a dire "avete ragione, secondo me sono quattro sfigati ma li facciamo
fuori tutti", perché non è possibile che l`orientamento e l`iniziativa politica del più grande partito politico
del paese sia nelle mani di gente che si mette con quella corte».
Un comitato d`affari? «Comitato d`affari, camorra, 500 milioni, dossieraggio. Se il premier viene in Parlamento gli daremo modo di fare repulisti. All`ombra degli imperatori crescono i parassiti».
Chi è l`imperatore?«Lui, Berlusconi, che regna e non governa»
Intanto c`è la fiducia sulla manovra... «Nemmeno la maggioranza ha potuto discutere la manovra. Il senatore Antonio Azzollini, relatore di maggioranza ha dovuto cambiare opinione a seconda delle veline che arrivano da Palazzo Chigi o da Tremonti. Se loro
pensano di ammazzare il Parlamento sappiano che ammazzano anche loro stessi, perché la politica e le istituzioni
sono i grandi assenti della vicenda in cui ci troviamo: l`accolita dei "pensionati sfigati" è la dimostrazione
che ormai la politica non ha più alcuna autorevolezza».
Berlusconi accusa la magistratura «Dopo 15 anni di Berlusconi il paradosso è che Brancher, rimette il mandato nelle mani del suo giudice anziché
in quelle del premier. E che il ministro Vito vuole aspettare le sentenze definitive. Ma la responsabilità politica viene molto prima della responsabilità
penale».