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Commissione 06 - Finanze - Documenti generici
15 luglio 2010

Manovra - sintesi intervento in aula

Finocchiaro: "Rigore? Parlarne mentre emerge il marcio è tragico e ridicolo al tempo stesso"

"Noi non abbiamo mai messo in discussione né la necessità della manovra né la sua consistenza.
Abbiamo invece insistito, e continueremo a farlo, sul fatto che questa manovra sia fortemente ed evidentemente iniqua e che essa sia recessiva, destinata cioè ad impoverire il Paese di ogni prospettiva di crescita e di sviluppo.
Io guardo all'iniquità di questa manovra, alla sua straordinaria povertà di effetti nel tempo, al suo essere davvero così circoscritta all'oggi.
Penso innanzi tutto ai ragazzi e alle ragazze di questo Paese.
E in questa manovra non c'è una misura sul Mezzogiorno. Questa maggioranza ha vinto in Sicilia anche sull'onda del Ponte sullo Stretto; ebbene ( guardare all'articolo 46 ) gli unici soldi che ci sono, quei pochi che ci sono, sono destinati al MOSE; il resto, se guardiamo all'esperienza fatta in questi anni con i fondi FAS, saranno destinati, sempre serenamente, a spesa corrente.
E questo mentre alle donne italiane con i tagli alle Regioni e ai comuni, vengono tolti servizi indispensabili per rendere tollerabile, sostenibile il mettere insieme il lavoro di cura per la famiglia ed i figli ed il lavoro all'esterno. E le donne italiane ringrazieranno vivamente, perché la maggioranza ha aumentato, fuori da ogni ragionevole previsione e fuori da ogni progressività, di almeno cinque anni il termine per andare in pensione.
Non c'e' nessuna misura per la crescita, per gli investimenti, per lo sviluppo: questa e' la verita'
Federalismo? Con i tagli alle Regioni e ai comuni quel federalismo che dovrebbe essere coerente con i principi di sussidiarietà e solidarietà, che dà un'occasione al Mezzogiorno e alle sue classi dirigenti di mostrare responsabilità e buon governo, che dà prospettive di sviluppo e nuovi poteri ai cittadini e capacità di controllo sulle istituzioni pubbliche, è sepolto! Quello che torna qui è di nuovo la pistola in mano alle Regioni ricche: l'esecuzione stavolta è affidata alle Regioni ricche e ai cittadini delle Regioni più povere ed in difficoltà toccherà una mattanza di diritti e di cittadinanza.
Vogliamo parlare della riforma della pubblica amministrazione? Un punto valeva a qualificarla come espressione di una politica moderna e avanzata, ed era quello di riorganizzare secondo efficienza, merito e produttività. Era l'unica parte che distingueva e dava un segno della innovazione alle politiche di questo Governo: e' stata ovviamente sospesa.
Ma perché questa manovra? Quali le motivazioni? Il ministro Tremonti più volte, con la sua autorevolezza anche scientifica, ha detto tre parole, parole che condividiamo e sulle quali i nostri Governi precedenti hanno costruito politiche anche dure per il Paese: Europa, austerità, rigore. Bene, benissimo. Ma le parole non sono polisenso, le parole hanno un solo netto significato: l'Europa non può valere per il saldo contabile e non valere per il Trattato di Lisbona, non può valere per il saldo contabile e non valere per il diritto allo studio, alla formazione e all'istruzione, non può valere per il saldo contabile e non valere per il lavoro e per i suoi diritti. Che Europa è?
E l'Europa certo dice che questa manovra va bene. Ma e' ovvio che l'Europa dica bene e che bene dicano tutti gli altri organismi che guardano a come l'Italia fronteggia una crisi economica e un debito pubblico spaventoso e una spesa pubblica fuori controllo. Ma l'Europa non controlla le politiche. All' Europa non importa se per arrivare alla fine del mese si affamano i figli o si rinuncia all'auto di lusso. Non le importa. All'Europa importano solo i saldi.
La verita' profonda è che in questa manovra non c'è alcuna strategia politica. Questa è una manovra contabile nemmeno fatta tanto bene. Il Ministro Tremonti ha parlato di austerità e rigore. Ma queste parole risuonano, con il carico di significato che hanno, se sono insieme ad un'altra parola: giustizia. Ma qui la giuistizia non c'e': il peso grava su chi ha poco e sugli sterminati patrimoni e le ricchezze e le rendite che da questa manovra non vengono tassati non grava niente.
Ma rigore e austerita' hanno anche un altro significato. Austerità e rigore sono parole che hanno un suono e hanno avuto un significato per la storia di questo Paese quando venivano pronunciate da persone come Enrico Berlinguer e Carlo Azeglio Ciampi. Allora avevano un significato. Ma dette oggi, mentre ci si squaderna sulle pagine di tutti i giornali, il sottobosco parassitario, il marcio che cresce sotto il trono di chi intende regnare e non governare, come fa e continua a fare il presidente Berlusconi, questa muffa fatta di personaggi strani, di gente che chiunque avrebbe difficoltà ad incontrare anche solo per il caffè ma che invece vengono accreditati per influire, condizionare, suggerire, telefonare, spingere, pressare sulle più alte cariche dello Stato, sui massimi dirigenti della magistratura italiana, sul Consiglio superiore della magistratura, sulla Corte costituzionale, sembrano parole senza senso.
E se guardo a questa manovra in questo contesto nel quale in due mesi due Ministri e un Sottosegretario di questo Governo sono stati, davanti all'Italia, costretti alle dimissioni per la vergogna, parlare di rigore e' ridicolo e grottesco. Ma soprattutto tragico".


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