SENATORE Gerardo D`Ambrosio, prima di entrare in politica lei è stato un magistrato: due categorie che oggi sono al centro di inchieste e rivelazioni non proprio edificanti. «E io mi sento a disagio per entrambe le categorie di colleghi, anche se, dopo 45 anni con la toga, più triste per me leggere di magistrati che accettano o fanno raccomandazioni e pressioni, che comunque vengono contattati da persone equivoche che contano su una loro disponibilità. A me una cosa del genere non è mai capitata, e credo che questo dipenda dal mio rigore. Il problema è che questo modo di fare, di pensare, sta rovinando anche i giovani: sembra che senza una raccomandazione o una conoscenza giusta non si ottenga
niente, il merito non è considerato, mentre l`integrità morale, l`etica, dovrebbero essere una bussola per tutti».
Soprattutto il suo partito, il Pd, chiede chiarimenti a politici e magistrati toccati dalle indagini. Giusto?Giuste anche le richieste di autosospensione? «Trovo che queste vicende, l`indagine sulla 'ndrangheta e quella sulle pressioni ai magistrati, pur nelle loro diversità sono segnali di qualcosa di molto serio e molto preoccupante, che non va sottovalutato, soprattutto guardando alle reazioni degli interessati: invece di
autosospendersi, di dare spiegazioni, la prima reazione èquelladinegare, oppure di dire "sì, mi hanno avvicinato ma io non ho accolto la proposta, quindi non ho fatto niente di male". Io però credo che anche nel rifiuto serva uno sdegno che non ho visto in questi casi. Per fortuna vedo chela gran parte della magistratura è sana, e vuole fare pulizia al suo interno».
Gli episodi di corruzione, dipressioni, gli appalti: un ritorno a Tangentopoli? «E una stagione diversa, ma forse più pericolosa, di penetrazione del malaffare nelle commesse pubbliche. E parlo di criminalità organizzata come di politica corrotta».
Gli arresti di martedì sembrano smentire chi diceva che al Nord la mafia non esiste. «A Milano c`è una grande tradizione di indagini sulle mafie, anche prima della nascita delle direzioni distrettuali l`attenzione era già alta, anch`io da procuratore aggiunto ho seguito inchieste
sulla 'ndrangheta. Qui ci sono sia le periferie
colonizzate dalle famiglie calabresi che le mafie imprenditrici. Purtroppo l`emergenza riguarda, come ho
detto, le infiltrazioni criminali nelle imprese e negli appalti, ecco perché da tempo diciamo che su Expo ci deve essere una attenzione enorme, visti gli enormi appetiti che ha già scatenato».
Le istituzioni locali non commentano, e i protagonisti diretti delle inchieste non sembrano voler fare passi indietro. «E come con la vicenda Cosentino, con le dimissioni arrivate solo quando non erano più rinviabili e i politici che non stigmatizzano mai i gesti poco limpidi. Anzi, per loro è sempre la magistratura che sbaglia... È dal`93 che sento ripetere che è colpa dei magistrati, mi sono anche un po` stancato di questa campagna di delegittimazione, visto che chi guarda solo la tv pensa davvero che siano i magistrati i colpevoli di tutto».