
Carboni, Dell`Utri e tutti gli altri non sono altro che quattro pensionati sfigati. Parola del presidente del Consiglio pro tempore di questo non fortunatissimo paese.
L`affermazione è interessante, per molti aspetti rivelatrice, e merita alcune rapide riflessioni di stile e di contenuto. Quanto allo stile: non si può fare a meno di
riconoscere la medesima eleganza con la quale nel 1992 Bettino Craxi ebbe a definire mariuolo il suo amico e compagno di partito Mario Chiesa. Sappiamo poi com`è andata a finire ma, come si dice, questa è un`altra storia. Forse.
Quanto al contenuto: ricercando "sfigato" sul Devoto-Oli si incontrano due definizioni. La prima indica nello sfigato chi non ha fortuna, chi è colpito appunto dalla sfiga; per la seconda è invece sfigato chi manca del tutto di pregio o attrattiva.
Sarebbe interessante scoprire in quale accezione Berlusconi abbia inteso usare questa espressione del gergo giovanile, probabilmente appresa in virtù delle sue frequentazioni, appunto giovanili. Indovinare non è facile
perché, a ben vedere, tanto l`una quanto l`altra definizione potrebbero adattarsi ai personaggi coinvolti nella indagine della procura di Roma. Essi sono forse sfigati, nel senso di sfortunati, perché alcuni dei loro progetti - condizionare giudici, infangare un candidato non gradito alla carica di presidente della Campania, addirittura condizionare le decisioni della Corte Costituzionale - non hanno avuto il sostegno della sorte. Ed essi sono forse di poco pregio e di altrettanto scarsa attrattiva solo che si considerino il contenuto delle loro attività e la natura dei loro precedenti.
Dunque Berlusconi ha ragione. La sua definizione, ancorché non propriamente elegante (visto che fra l`altro si riferisce anche a suoi amici personali come il senatore Dell`Utri) è corretta e potrebbe aver colto nel segno.
Questo significa dunque che trattandosi nel caso di specie di persone forse sfortunate, forse di poco pregio non vi è nulla di cui preoccuparsi? Nessun rischio per la democrazia, per l`immagine del paese, per la decenza stessa delle istituzioni? Quattro cialtroni non sono un
pericolo?
Purtroppo non è così facile.
Se non ricordo male, anni addietro Marco Alessandrini, figlio di Emilio, il magistrato ucciso a Milano nel 1979 dai terroristi di Prima Linea, ebbe a dire in un`intervista che non riusciva ad accettare il fatto che suo padre fosse stato ucciso da una banda di cretini. Una
sintesi perfetta, pensai all`epoca leggendo l`intervista. E lo penso ancora oggi.
I cretini e i cialtroni possono fare danni terribili, devastanti e a volte irreparabili. Scrive Hannah Arendt in una lettera a Gershom Scholem che il male non è mai radicale, al massimo può essere estremo. Esso non possiede profondità e sfida il pensiero perché «il pensiero cerca di attingere alla profondità, di pervenire alle radici, e dal momento in cui occupa del male, viene frustrato, perché non trova niente».
La mancanza di profondità, di senso, d`intelligenza non significa, sfortunatamente, mancanza di pericolosità.
La democrazia può essere colpita molto duramente da una banda di cretini, o di cialtroni, o anche di sfigati. E dal loro capo.