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Commissione 12 - Sanità - Intervista
19 luglio 2010

Sanità - intervista di Bianca Di Giovanni - l'Unità

Ignazio Marino: Si colpisce il pubblico per favorire i privati

In Italia mancano 2.500 anestetisti. Dall'anno prossimo sarà peggio

Tagli senza una visione strategica, senza riforme strutturali che portino a una modernizzazione del
Paese». Parte da qui Ignazio Marino per spiegare la protesta dei camici bianchi contro l`ultima manovra di Giulio Tremonti. Parla di ospedali troppo vecchi, servizi ridotti al minimo, con gli interventi programmati
spesso sospesi per far fronte alle emergenze. Parla di donne a cui non sarebbe più garantito il parto indolore, parla di malati gravi che dovranno magari rinviare l`intervento presso le strutture pubbliche. «Tutto questo mentre la Difesa può spendere 29 miliardi per cacciabombardieri, per elicotteri, per armamenti ad alta precisione», insiste il senatore Pd. Altrove hanno fatto diversamente: Angela Merkel ha rinunciato agli armamenti sofisticati per investire in ricerca, sanità e sviluppo. C`è modo e modo di tagliare: la politica sta in questo. Più lo si sente parlare, e più ci si accorge che una visione, in questi tagli indiscriminati, c`è eccome.
Senatore, verrebbe da dire che c`è molto di «strategico» nella manovra.
«Certo, la visione è quella di questo governo e questa maggioranza. Cioè distruggere i principali elementi di
eguaglianza. La sanità pubblica, la scuola e la giustizia sono i pilastri che assicurano i diritti essenziali, in
base alla Costituzione».
Che cosa si dovrebbe modernizzare?
«Faccio un esempio molto semplice. In Italia ci sono 1.066 ospedali, il 60% dei quali costruiti prima della seconda guerra mondiale. Non ci sono risorse per l`ammodernamento
anche tecnologico. Questo indebolirà strutturalmente le nostre strutture. A quel punto sarà facile dire: adesso
gli ospedali non sono più in grado di fornire servizi sanitari, passiamo al privato. Ma il privato, seppur legittimo, ha come obiettivo il profitto. Questo lo dobbiamo sapere».
A parte le riforme strutturali, cosa accade ai medici e ai cittadini con la manovra?
«Già oggi abbiamo 1.500 anestesisti in meno rispetto a quanti ne servirebbero per garantire i turni e le guardie mediche. In alcuni settori, come il parto indolore 500mila donne l`anno partoriscono), significa quasi l`azzeramento del servizio. Da gennaio per ogni 5 anestesisti che andranno in pensione, se ne assumerà uno. Cosa vuole che accada la servizio?».
II ministro parla della necessità di tagliare gli sprechi.
«Ma di quali sprechi parla? Il governo non utilizza neanche le cifre che già abbiamo a disposizione. La commissione d`inchiesta sul servizio sanitario nazionale ha già fatto emergere scenari inaccettabili. Per esempio
sui tempi di attesa per le fratture: a Bolzano l`83% dei pazienti attende poche ore, a Catanzaro l`81% aspetta 72 ore. Altro esempio: l`utilizzo improprio dei posti letto pesa per il 28% in media. Ma si tratta del 17% in Emilia Romagna e il 45% in Campania. Queste sono le criticità: ma non mi pare che si stiano affrontando».


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